Il dolore
Terremoto nel Pd «Lista incoerente»
Manciano, la minoranza del partito si ritrova al comando E bacchetta gli ex: «Superficialità senza precedenti»
MANCIANO. «Quello che è successo nel Pd di Manciano con le dimissioni dei tre segretari, tra cui due di circolo, ha dell’assurdo». A dirlo Pino Romagnoli, Franca Morelli, Sandra Ghilardi, Carlo Zingoni, Ivan Rizzuto e Alessandro Giomarelli della cosiddetta “minoranza del Pd”.
Alla minoranza non meraviglia quanto successo nei giorni scorsi quando 15 membri del Pd locale di area renziana si sono dimessi. «L’incoerenza e la superficialità politica sono state il denominatore comune della lista congressuale che ha vinto l’ultimo congresso nel comune – spiega oggi la minoranza del Pd –. Non si è mai visto che una maggioranza si dimetta quasi in blocco senza far pesare i propri numeri e le proprie strategie nella gestione maggioritaria del partito».
Secondo i sei della minoranza Pd ci sarebbero state «troppe riunioni extrasezione, troppi documenti da presentare e mai presentati, troppe assenze e pochissime riunioni di unione comunale, di circolo e con gli iscritti, troppe tessere tenute nel cassetto senza iniziare il tesseramento, molta sicurezza all’inizio e scarsa voglia di combattere subito dopo e molta superficialità».
I dimissionari avrebbero lasciato per togliersi un peso imputando il tutto alla minoranza interna. «L’analisi politica dei dimissionari, tutti renziani – aggiungono i sei del Pd – anche quelli che non lo erano al momento del congresso, ha colpito anche il sindaco e la sua giunta, con una superficialità senza precedenti, imputando vaghe corresponsabilità sulle dimissioni in blocco dei segretari. Ora sta a noi, con i quattro che non si sono dimessi, ricostruire quel poco che ci hanno lasciato».
Sulle dimissioni interviene anche la lista civica Manciano Comune aperto: «Questo gesto è la dimostrazione che, sul territorio, i partiti non hanno più funzione. Ci rammarichiamo che i dimissionari siano dei giovani che erano agli albori della politica sono stati costretti a cedere il passo ai metodi e ai vizi della vecchia politica. Questo è il grande rinnovamento del Pd, con uno zoccolo duro che non vuole far avanzare le nuove generazioni. Noi siamo aperti al dialogo e al confronto con tutti, indipendentemente dalla loro estrazione politica, per far fronte ai problemi dei cittadini».
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