Proteste
Sventato un rave party nell'area protetta
C'erano anche dei grossetani tra i giovani bloccati dalle guardie nel rudere del Fortino. Sequestrati mixer e amplificatori
VIAREGGIO. C’hanno provato. Hanno parcheggiato le auto a Torre del Lago, hanno scaricato mixer, casse, altoparlanti e delle grosse casse di birra, e a spalla hanno portato il tutto nel punto prestabilito. C’era tutto l’occorrente per dare vita a un rave party con centinaia di persone, nella notte di Santo Stefano. Peccato che il posto scelto non fosse per niente adatto a questo genere di feste da sballo: il rudere settecentesco del Fortino, che sorge all’interno del Parco di San Rossore-Massaciuccoli, a pochi metri dalla spiaggia della Bufalina, in un’area protetta considerata di estremo valore ambientale e riconosciuta a livello comunitario. Una sorta di paradiso terrestre in cui sette ragazzi di età compresa fra i 20 e i 25 anni, provenienti dalle province di Firenze e Grosseto si sono beccati una mega multa da 600 euro caduno. E ora rischiano una denuncia per reati ambientali, oltre agli sberleffi delle centinaia di amici contattati attraverso i social e invitati a un evento che non c’è mai stato.
A far saltare la festa clandestina ci hanno pensato le guardie del parco di San Rossore-Massaciuccoli che anche a Natale e Santo Stefano non hanno allentato i controlli dell'area protetta. Gli agenti sono intervenuti nella mattinata di venerdì, in seguito alla segnalazione di un’escursionista che stava visitando il parco. «Guardate che ci sono dei ragazzi che stanno portando al Fortino birre, casse e amplificatori. Mi sa che organizzano un rave party per stanotte». Gli agenti non si sono fatti pregare e subito sono andati a controllare la zona. Hanno trovato sette ventenni che stavano approntando le apparecchiature nel vecchio rudere del Fortino, al confine tra Marina di Vecchiano e Torre del Lago. Avevano già allestito la console, piazzato le casse, qualche poster e teli di cellophane per dividere gli spazi. In pratica avevano trasformato in una sorta di discoteca a cielo aperto il rudere che sorge in mezzo alla macchia.
«Non si può fare? Non lo sapevamo». Trovati dagli agenti, i giovani hanno provato a fare gli gnorri ma la strategia difensiva è servita a poco e soprattutto non ha convinto le guardie che subito hanno sequestrato le grosse apparecchiature di amplificazione (appositamente prese a noleggio dagli organizzatori), un generatore di corrente, un mixer, birra e altre bevande. Inoltre hanno elevato una sanzione da 600 euro a ciascuno dei giovani. «E se non le pagano, la cifra salirà fin sopra i mille euro – spiega Andrea Gennai, direttore del Parco – I nostri uffici stanno valutando se vi sono i rilievi penali per far seguire alla multa anche una denuncia per reati ambientali. Gli ecosistemi del Parco sono già soggetti a varie minacce e non c'è davvero bisogno di chi sceglie questi angoli di natura per svolgere attività devastanti ed irrispettose dell'uomo e dell'ambiente».
Quante gente dovesse venire non è chiaro ma a quanto risulta i giovani avevano usato i social (e Facebook in particolare) per invitare amici da tutta Italia all’evento di Santo Stefano. «A quel che abbiamo capito – racconta Gennai – Sono anche in competizione tra loro per vedere chi riesce a portare più gente. Se qualcuno è venuto lo stesso? Non ci risulta. Credo che abbiano fatto in tempo ad avvertire che l’evento era saltato. In ogni modo, anche se qualcuno fosse arrivato non ha avrebbe trovato nessuno. Al massimo le nostre guardie pronte a vigilare».
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