Il dolore
Rifugiati, un video per le scuole
Massa Marittima è diventato un esempio per l’accoglienza e la Regione Toscana finanzia il progetto
MASSA MARITTIMA. Più che evitate, le migrazioni di massa sono un fenomeno da capire. Fa parte della storia umana sin dai suoi arbori e serve comprendere bene le sue origini e i suoi perché. Già da piccoli, così da essere preparati in età adulta ad avere un occhio consapevole a riguardo.
Questa almeno è la filosofia sposata dal Comune di Massa Marittima, pronto a realizzare un video-documentario del progetto messo in piedi nelle Colline Metallifere da mostrare poi nelle scuole. Un’iniziativa che andrà a costare ottomila euro: gli unici soldi che l’ente ha speso in questi tre anni d’accoglienza. E non tanto per le decine di esuli che hanno raggiunto con fatica la Maremma, quanto per la formazione dei propri cittadini.
L’idea è possibile sia venuta fuori perché l’argomento rifugiati a Massa Marittima è sempre stato caldo. Dall’inizio, quando in una fredda notte di febbraio arrivarono i primi sessanta ospiti del rifugio Sant’Anna, per lo più d’origine marocchina, fino alla fine, con l’entrata a gamba tesa del leader della Lega Nord Matteo Salvini che attraverso i social ha attaccato duramente il sistema organizzato nelle Colline Metallifere. Un dibattito mai sopito e tornato fuori ultimamente con Massa Comune, che sulla scia dell’inchiesta “Roma Capitale” (che ha svelato il giro di affari illegali che ruota attorno agli esuli) ha affermato sul proprio sito di controllare al capello tutto ciò che riguarda l’accoglienza.
Solo che in realtà il modello Colline Metallifere è stato preso da esempio per diverse realtà simili. Un modello che è stato esportato anche in altre regioni, vista la sua efficacia. Certo, i problemi nel corso degli anni non sono mancati: dagli accordi tra i soggetti coinvolti nel progetto e i singoli ospiti, che di tanto in tanto hanno dato dei bei grattacapi agli addetti alla sicurezza. Niente di più, comunque.
Come niente – e questo è il tema più discusso a Massa – è costato alle casse pubbliche. Lo dimostrano anche gli ultimi atti, con la Regione Toscana che ha fatto pervenire seimila euro al Comune per le spese sostenute nel mandare i figli dei rifugiati all’asilo nido comunale. È stata senz’altro un’esperienza significativa per Massa Marittima, che ha stretto ormai un legale a doppio filo con la questione dei richiedenti asilo. Un patrimonio di conoscenze che ora intende divulgare a tutta la comunità, in modo che anche questa sia informata e consapevole del gran lavoro che è stato fatto.
E per riuscire in questo intento, non c’è nulla di più efficace di un video da trasmettere nelle scuole. Anche se poi l’input è arrivato dalla Regione Toscana, che con una delibera di un anno fa ha approvato il progetto di “Diffusione della conoscenza delle tematiche connesse alla tutela e al diritto di asilo”, a cui appunto ha collaborato il comune massetano.
L’obiettivo dell’iniziativa poi è chiaro: «favorire la diffusione nel contesto educativo scolastico delle problematiche connesse a flussi migratori causati dalle attuali crisi del contesto internazionale». Tutto il progetto-video costerà ottomila euro, già messe a bilancio delle amministrazioni, compreso il contributo della Regione.
Il 60 per cento, pari a 4.800,00 euro, è già stato liquidato, mentre il restante 40 per cento (circa 3.200 euro) è vincolato «successivamente alla presentazione da parte dell’amministrazione di una relazione finale sullo svolgimento delle attività e di analitica rendicontazione delle spese sostenute».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google