Il Tirreno

Grosseto

Prof dell’agrario ucciso da un infarto

di Francesca Gori
Prof dell’agrario ucciso da un infarto

Franco Mannelli aveva 62 anni e insegnava chimica: era sposato con il capogruppo del Pd Daniela Piandelaghi

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GROSSETO. Avevano festeggiato il Natale, come è nella tradizione. Poi, Franco Mannelli, insegnante di chimica all’istituto Leopoldo II di Lorena è andato a letto. Un infarto lo ha ucciso, senza che i soccorritori avvertiti subito dalla moglie, potessero fare qualcosa per strapparlo a quel destino che lo ha portato via a sua moglie Daniela e a suo figlio Giacomo proprio la notte tra Natale e Santo Stefano.

Franco Mannelli era un professore molto amato dai suoi studenti. Lavorava all’istituto agrario di Grosseto da circa trent’anni e stava aspettando di godersi la pensione quando la legge Fornero lo ha costretto a restare tra i suoi studenti. Li amava, lui e loro hanno sempre ricambiato questo suo modo di insegnare, di far apprezzare loro anche una materia come quella che insegnava, fatta di numeri e formule.

Franco Mannelli era nato ad Arcidosso e aveva studiato all’università di Siena. Si era sposato con Daniela Piandelaghi, capogruppo del Partito democratico al consiglio comunale di Grosseto e presidente del circolo di Barbanella e aveva un figlio, Giacomo. Era donatore di organi e infatti, ieri, quando è arrivato all’ospedale di Grosseto, i familiari di Franco hanno acconsentito all’espianto. I funerali si svolgeranno domani alle 15 nel Duomo di Grosseto.

«È un lutto che ci ha lasciati tutti senza parole - ha detto ieri il vicesindaco di Grosseto, Paolo Borghi - e in questo momento non possiamo fare altro che stringerci intorno a Daniela e a Giacomo». Franco Mannelli aveva 62 anni ed era un grande appassionato d’arte. Una passione che ha coltivato per tutta la vita.

Ieri per tutta la giornata si sono moltiplicati i messaggi degli studenti e dei colleghi di lavoro del professore di chimica che sognava di andare in pensione e continuare a fare viaggi con la moglie Daniela, a inseguire tutte quelle passioni che lo avevano fatto amare dagli studenti e non solo.

Colonna dell’istituto agrario, Mannelli aveva ricoperto anche il ruolo di vicepreside dell’istituto. In tanti ieri hanno voluto lasciare un ricordo dell’uomo straordinario che era. «Una persona come se ne trovano poche - dice Patrizia Caruso, che per trent’anni ha lavorato con lui al Leopoldo II di Lorena - Negli ultimi tempi sognavamo entrambi la pensione ma quando è entrata in vigore la Fornero i nostri sogni si sono infranti».

Mannelli si è sentito male di notte, a casa. Il 118 ha tentato di rianimarlo ma non ce l’ha fatta. Ora, grazie al suo cuore grande e all’espianto degli organi, altre persone potranno continuare a vivere. Senza sapere, probabilmente, che quell’uomo così mite, riservato e allo stesso tempo appassionato, è colui che ha dato loro questa speranza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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