Il dolore
Laguna, scattano i licenziamenti
Orbetello pesca in crisi, l’allarme di Micci (Cgil): «La cassa integrazione sta finendo, a maggio 5 tagli»
ORBETELLO. «A maggio 5 dipendenti dell'Orbetello pesca saranno licenziati». A comunicarlo, la vigilia di Natale, è stato il segretario della Flai Cgil di Grosseto, Pierpaolo Micci. «A oggi – esordisce – la Orbetello Pesca lagunare è sicuramente un’azienda che sta cercando di lottare per uscire dalla crisi e, per evitare 8 esuberi, abbiamo concordato a partire da settembre un ciclo di cassa integrazione in deroga che finirà a fine 2014».
A maggio, però, come riportato da Micci, non solo termineranno le risorse per finanziare la Cassa in Deroga, ma dovranno purtroppo, salvo miglioramenti, essere licenziate minimo 5 persone. Una situazione drammatica non solo per i diretti interessati ma per tutti coloro che lavorano dentro la Peschereccia e per l’indotto. «Questo - dice Micci - succede quando il buon senso e la logica mancano. Nell’accordo che – continua - abbiamo sottoscritto presso l’ufficio di massima occupazione abbiamo preso atto che non era possibile fare una rotazione tra i 4 dipendenti messi in cassa integrazione e gli altri, ma tra quello detto e quello che in realtà è stato fatto ci sono delle forti difformità». Micci fa notare ma - dice - «sarà un caso» che i primi a entrare in cassa sono stati proprio i dipendenti iscritti alla Flai Cgil, che in passato hanno fatto rivendicazioni per non accettare “un’ingiusta” riduzione d’orario, in quanto titolari di un contratto a tempo pieno. «L’azienda - prosegue - dopo tale rivendicazione spostò le persone in altro reparto, nel quale hanno lavorato fino ad agosto». Operai che a detta di Micci «non erano più graditi e che sarebbero stati sbeffeggiati dai colleghi rimasti al lavoro con frasi del tipo “ora vi mandiamo a casa”. Tutto questo sarebbe stato fatto presente all’azienda che – continua il sindacalista - “non si è mai sottratta al confronto ma ha continuato a fare come gli è parso”. I dipendenti speravano in una rotazione per distribuire il disagio «ma a oggi - dice Micci - queste famiglie non hanno riscosso la Cassa integrazione e passeranno le feste senza soldi. L’azienda è pronta a dare un acconto sulla tredicesima, perché a oggi non riesce a garantire i pagamenti. Orbetello Pesca lagunare sostiene che anche i soci non si sono fatti la tredicesima. Noi non capiamo se i soci hanno la 13esima o solo la divisione degli utili: la differenza sarebbe tanta». Della situazione è stato informato il sindaco Monica Paffetti che ha fatto il possibile per evitare il muro contro muro. Fatto sta che Pesca lagunare «continuerà a fare come vuole». La Peschereccia non avrebbe rispettato le procedure per individuare gli esuberi e non sarebbe rispettata la rotazione dei dipendenti che se non ottenuta porterà la sigla sindacale ad andare a un muro contro muro. Le persone indicate come esuberi avrebbero anzianità professionale, carichi familiari, esigenze tecnico organizzative mentre gli altri che rimangono no. «A rischiare il posto – dice Micci - potrebbero essere anche altri che a oggi non sono in cassa integrazione». Il sindacato sarebbe pronto a impugnare un licenziamento discriminatorio, ove si riscontrasse, per difendere il posto di lavoro.
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