La manifestazione
Nuovi poveri, una marea che aumenta
Don Enzo (Caritas): «Il 2014 si conferma un anno drammatico». Sale ancora la richiesta di pasti, indumenti e pacchi viveri
GROSSETO. Ben lontano dall’uscire dalla crisi il 2014 si conferma un anno drammatico sul fronte dell’emergenza sociale. Siamo ancora nel tunnel: il Natale è alle porte e la mensa, come prevedibile, strariperà di nuovo. Don Enzo Capitani (presidente Caritas) allarga le braccia. «Stiamo dando fondo a tutte le nostre possibilità - dice - le persone che riceviamo e che hanno bisogno di noi aumentano di volta in volta, sia dal punto di vista del cibo, che da quello del lavoro o delle case».
I dati. Numeri più o meno stabili ma con qualche decina di unità in più confermano che non è superata l’impasse. Nel 2013 i pasti - spiega la Caritas (dati al 30 novembre) - erano 25840; nel 2014 (anche in questo caso al 30 novembre) sono saliti a 25882. Nel 2013 gli indumenti forniti ai frequentatori erano 5406, nel 2014 sono saliti a 5550. Nel 2013 le docce sono state 3816; nel 2014 sono calate a 3647 (unico dato leggermente decrescente). Ultimo dato, nel 2013 i pacchi viveri forniti sono stati 667, mentre nel 2014 sono aumentati a 889.
Non si parla di grandi aumenti, ma di aumenti minimi che confermano la stabilizzazione di un trend drammatico.
«Basta poco...».
Don Enzo: «I pasti, il bisogno di una casa. I nostri utenti sono sempre di più. Le persone ricevono sfratti perché non riescono a pagare l’affitto, o scaduto il contratto non riescono a rinnovarlo. L’immagine che mi viene sempre in mente? È quella di una marea che si sta alzando sempre di più, ogni giorno di più». Una processione continua che prosegue inarrestabile sotto le festività natalizie. «Le persone hanno bisogno di tutto, e col passare del tempo abbiamo visto che qualsiasi cosa può andare bene - continua don Enzo - Si accontentano di tutto, anche solo di un pacco di pasta, di cose minimali però indispensabili per il quotidiano. E questo è il segno che siamo proprio arrivati a toccare il fondo». Anche per questo Natale la mensa della Caritas sarà aperta a pranzo e a cena. «Come tutti gli altri giorni, anche se per l’occasione fornirà cibo più abbondante». I coperti saranno un centinaio; troppo pochi - una minuzia - per contenere quella marea silenziosa e straripante che si affaccia ogni giorno alle porte dell’istituto diocesano. La struttura si è rivelata negli ultimi anni angusta.
Il progetto. Nulla di nuovo ancora sul fronte del progetto di trasferimento della Caritas nella Casa dello studente, il palazzo della Provincia alla cui ristrutturazione penserà la stessa Caritas.
Come noto, a settembre 2014 il grosso fabbricato a 4 piani diventato da anni terra di nessuno, che sorge in via Scopetani accanto al Centro per l’impiego e alle scuole superiori della Provincia, ha trovato il gestore che occuperà i suoi spazi e s’incaricherà del recupero, a costo zero per palazzo Aldobrandeschi. E sarà appunto l’organismo diocesano presieduto da don Enzo Capitani. Concluso l’iter burocratico che era partito a marzo scorso e che ha visto formulare manifestazioni d’interesse e poi espletare la gara, la giunta provinciale ha formalizzato mesi fa l’aggiudicazione ed è stata appena conclusa la fase preliminare, che a questo punto (ma i tempi non sono chiari) dovrà concretizzare il progetto e l’esecuzione dei lavori.
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