Italia
«L’azienda regionale non produce»
La Cisl lancia l’allarme posti di lavoro e chiede un ritorno al passato
ALBERESE. Giornate di lavoro ridotte nel numero, redditi che calano e lavoratori sempre più precari. È la situazione che denuncia la Fai Cisl di Grosseto in merito all'azienda regionale di Alberese che, dal 2013, non è più un soggetto economico, ma ormai assorbita in Terre regionali Toscane è, a tutti gli effetti, un ente pubblico.
Una trasformazione che in un primo momento era parsa indolore, ma che invece, a quanto pare, sta provocando tutta una serie di criticità a scapito – dice la segretaria della Fai Cisl Antonella Biondi – dei lavoratori, sia di quelli a tempo indeterminato che, a maggior ragione, degli avventizi. L'azienda, ormai, non potendo più esercitare attività economica in modo prevalente, ma solo in modo residuale, svolge una funzione volta a mantenere la biodiversità animale e vegetale, senza potersi misurare davvero. Niente più commercializzazione di olio e vino con tanto di marchio ed etichette ma, al massimo, la vendita dei prodotti nello spaccio aziendale, ad Alberese. E c'è anche da capire che fine faranno gli ingenti investimenti fatti, a suo tempo, per ristrutturare la Villa Granducale e gli appartamenti di Spergolaia, allestiti come attività ricettiva agrituristica di lusso.
Una risposta, anche su questo fronte, non guasterebbe, dal momento che a suo tempo si era parlato di quegli investimenti come di uno strumento per fare da traino a tutto il sistema turistico-ricettivo all'interno dei confini del Parco della Maremma. In forza all'azienda restano oggi 27 dipendenti a tempo indeterminato e 3-4 avventizi le cui giornate lavorative – e i conseguenti redditi, anche nella forma dell'indennità di disoccupazione – si sono ridotte enormemente: Antonella Biondi ricorda che un tempo si superavano tranquillamente le 200 giornate lavorative annue, oggi siamo intorno alla metà. Sempre più precari gli avventizi, dunque, e per i lavoratori a tempo indeterminato anche la beffa di vedersi revocare, da settembre, l'ultimo aumento contrattuale, che risale al luglio 2013, con lo spettro di dover restituire anche quanto percepito a titolo di aumento contrattuale, da quella data fino a settembre scorso.
Il tutto perché operai e impiegati dell'azienda hanno uno status da dipendenti privati per quanto attiene alla parte normativa mentre sono dipendenti pubblici per quanto riguarda la parte economica. L'obiettivo delle organizzazioni sindacali è far fare, alla politica, un passo indietro e far tornare l'azienda di Alberese ad essere un soggetto economico capace di fare da volano per tutta l'area del Parco della Maremma. «La nostra organizzazione – dice Antonella Biondi – è fortemente preoccupata per il futuro di questa azienda, ma allo stesso tempo siamo impegnati in un percorso che la faccia tornare l'azienda agricola che era prima. Non possiamo assistere inerti a questa agonia».
Enrico Pizzi
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