Finanza
Taglio dei pini, monta la protesta
No agli abbattimenti: il gruppo “Salviamo le pinete” avvia una petizione
GROSSETO. No, non resteranno con le mani in mano. Tagli dei pini, monta la protesta. Comitati, associazioni dei consumatori, semplici cittadini: tutti uniti per dire no a quella che i vertici di Italia Nostra hanno bollato come una “guerra aperta al pino domestico”. Una lotta in cui «le motoseghe del Comune di Grosseto abbattono sistematicamente tutti questi splendidi alberi. L’obiettivo dichiarato è di sostituire tutti gli esemplari con altre piante aliene, estranee al contesto culturale e paesaggistico». Ecco perché il gruppo Salviamo le pinete ha avviato una petizione popolare. Un modo per cercare di porre fine a quella che è inquadrata come una vera e propria campagna. Tutto nasce dalla necessità di combattere il matsucoccus, insetto che aggredisce gli alberi. Ma per gli attivisti il governo locale sta andando ben oltre. Il testo dell’atto, indirizzato al sindaco Emilio Bonifazi, l’assessore regionale al paesaggio, Anna Marson, e al presidente della Regione, Enrico Rossi, è disponibile per essere scaricato e sottoscritto sul profilo Facebook del gruppo. «Vediamo che sono abbattuti moltissimi pini marittimi con chiome verdi» scrivono da Salviamo le pinete. Una politica ritenuta sbagliata, visto che l’infestazione da matsucoccus «si riconosce essenzialmente dall’arrossamento delle chiome, come afferma lo stesso servizio fitosanitario regionale». E visto che sia Firenze che Grosseto hanno adottato il principio di democrazia partecipativa, da Salviamo le pinete arriva una sfilza di sollecitazioni. Cittadini e istituzioni dovrebbero, a parere dei comitati, collaborare affinché i pini marittimi senza segni di matsucoccus, con chiome ancora ben verdi, siano preservati. Gli alberi con chiome parzialmente arrossate, attaccati dal parassita ma ancora vivi, dovrebbero essere curati con endoterapia. «Costerebbe solo 16, 18 euro a pianta». Per i pini destinati invece a essere abbattuti perché non recuperabili, il gruppo Salviamo le pinete chiede la sostituzione con nuovi esemplari, ma sempre del genere pinus. «L’evidenza cromatica dell’infestazione da matsucoccus è talmente chiara (rosso sì, verde no), che chiunque può partecipare».
Maurizio Bernardini
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