Il Tirreno

Grosseto

L’ufficio è troppo piccolo, tutti in fila per strada

di Alfredo Faetti
L’ufficio è troppo piccolo, tutti in fila per strada

Proteste a Massa Marittima per lo sportello reclami sulle bollette dell’acqua Nella stanzetta messa a disposizione dal Comune entra solo una persona

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MASSA MARITTIMA. Immaginiamo la scena. La gente arriva di buon ora davanti l’ufficio, convinta che nelle sue bollette ci sia qualcosa che non torna. Pensa che le sia stato addebitato troppo e per questo vuole parlare con gli addetti per avere spiegazioni, sperando di aver ragione e di poter risparmiare qualche soldo. Nell’ufficio però c’è già un altro utente, così non resta che mettersi in fila insieme a tutti gli altri. Solo che dentro il fondo non c’è spazio e le persone in attesa non possono far altro che starsene per strada, dove fa freddo o magari piove.

Succede a Massa Marittima, dove gli utenti dell’Acquedotto del Fiora vogliono discutere delle proprie bollette con la cooperativa Colline Metallifere (che si è aggiudicata il servizio) a cui l’amministrazione ha concesso una stanza troppo piccola per ricevere i cittadini.

Metà dicembre è passata e puntuali sono arrivate nelle cassette della posta le bollettini per pagare il servizio idrico. A qualcuno i conti fatti dall’Acquedotto tornano, ad altri no. E per quest’ultimi, il Comune un paio di mesi fa ha assegnato (dopo una gara pubblica) alla cooperativa del territorio il servizio di “customer care”, termine che indica servizi e informazioni per conto di una determinata ditta. Nel nostro caso il Fiora. Per svolgere quest’attività, l’amministrazione ha messo a disposizione anche i locali: l’ufficio di Informa Donna di via Goldoni, un piccolo fondo nel centro storico massetano. Talmente piccolo, che può entrarci solo la scrivania, il funzionario e (anche per questioni di privacy) un cliente alla volta. Basta, tutto il resto fuori, comprese tutte quelle persone arrivate nell’anfratto che si snoda da piazza Garibaldi. «La settimana scorsa è pure piovuto» dice una donna in fila per la strada, mentre l’aria gelida costringe a nascondere le mani nelle tasche. «Gli anni scorsi – continua – il servizio lo organizzavano in municipio o nelle stanze di via Norma Parenti, dove la gente poteva aspettare al caldo. Quest’anno invece…».

Le lamentele non sono certo mancate di fronte a questa situazione, dato che sono molti gli utenti che hanno dei dubbi sulle bollette spedite dall’Acquedotto e la fila davanti l’ufficio di via Goldoni è praticamente una prassi da qualche settimana. Se n’è dovuto fare una ragione anche il bar lì vicino, concedendo le sedie del locale alle persone anziane costrette ad aspettare il proprio turno. Ad accentuare le proteste è arrivata anche la voce che l’amministrazione si sarebbe impegnata a trovare un’altra sistemazione per il servizio entro ieri. Ma così non è stato, dato che già nel primo mattino c’erano quattro persone fuori dai locali a gustarsi il freddo dicembrino.

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