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Truffa dello specchietto, arrestati due fratelli

Pierluigi Sposato
Truffa dello specchietto, arrestati due fratelli

Sono entrati in azione domenica nei pressi del cimitero. Sono stati riconosciuti dalla vittima di un colpo analogo avvenuto un mese fa

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GROSSETO. Sono stati arrestati al termine di un inseguimento, dopo essere usciti di strada con l’auto dei carabinieri alle calcagna. Perché fuggivano? Perché riconosciuti come autori di una delle cosidette  “truffe dello specchietto”: un finto danno, secondo l’accusa, che si erano fatti risarcire subito, in contanti, senza passare dal carrozziere e tantomeno dall’assicurazione. Oltre a essere stati arrestati per questo episodio hanno avuto anche la sfortuna di essere incappati nella persona che un mese fa loro stessi, sempre secondo l’accusa, avrebbero raggirato con le medesime modalità e nello stesso luogo. E che li ha riconosciuti.

Processati per direttissima per entrambi gli episodi, i due giovani – sono fratelli, lui 18 anni e lei 25, entrambi siciliani – hanno patteggiato la pena e sono tornati liberi. Non prima però che il giudice imponesse di restituire quei 250 euro sottratti con il raggiro a un pensionato 66enne, il signor Andrea, domenica mattina, vicino al cimitero di Sterpeto. Secondo l’accusa sostenuta dal pm Pizza, i due avrebbero simulato un urto tra la propria auto (una Panda in sosta nel piazzale del cimitero) e la Daihatsu condotta dal pensionato. “Ci hai rotto lo specchietto”. L’uomo, dispiaciuto e comunque preso alla sprovvista, si sarebbe sentito chiedere 250 euro: “Sarebbero 300 ma chiudiamola a 250”. E avrebbero intascato quella cifra.

Per loro il problema è stato che già il 16 novembre avrebbero messo a segno lo stesso colpo, con un altro pensionato (63 anni), Gianfranco, anche lui abituale frequentatore del cimitero: in quella circostanza avevano ottenuto 100 euro, sempre dai 300 reclamati come valore del danno lamentato, sempre per uno specchietto. Sarebbero insomma tornati sul luogo del delitto, senza fare i conti con la probabilità che in quello stesso parcheggio vi fosse proprio la stessa persona. Fatalità ha voluto che Gianfranco si accorgesse di quell’auto, di cui aveva trattenuto il numero di targa, e che desse l’allarme. Così i carabinieri hanno predisposto la rete di controlli. Ed è stata una pattuglia dei carabinieri di Magliano in Toscana che ha intercettato la Punto dei due in località Apparita, a poca distanza da Montiano. Visti i militari i due fratelli avrebbero cercato di scappare infilandosi in una strada di campagna: un po’ per la velocità, un po’ per le condizioni della strada, la Punto è finita fuori dalla carreggiata e i due sono stati arrestati.

Il giudice Puliatti ha convalidato gli arresti dopo aver ascoltato le parole dei due imputati e ha proceduto al giudizio per entrambi i reati: la Procura e il difensore Catarsi di Pisa hanno raggiunto un accordo per 6 mesi e 100 euro ciascuno con la liberazione dei due fratelli, cui sono stati restituiti auto e cellulari.

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