Il dolore
Il centro Tim svaligiato in tre minuti
Quattro ladri incappucciati distruggono il negozio e rubano 30 cellulari: la zona è presa di mira
GROSSETO. Entrano in quattro, a volto coperto. Spaccano il vetro e svaligiano il centro Tim; le telecamere esterne li osservano. Siamo nel cuore della notte tra sabato e domenica, a Grosseto. Ore 4, via Stati Uniti d’America, quartiere Cittadella.
La zona è nel mirino. A poca distanza il centro della Tre è stato svaligiato a fine novembre, e quello di biciclette Bambagioni ripulito una prima volta a maggio scorso e altre due volte a novembre. «Siamo presi di mira, forse perché questa zona offre parecchie vie di fuga», scuote la testa Leonardo Balduccelli, che lavora con lo zio Franco Malentacchi nel centro Tim la cui titolare è Valentina Malentacchi.
I preliminari del colpo sono immortalati con dovizia di particolari dalle telecamere di videosorveglianza sistemate fuori dalle vetrate e sparate sull’ingresso. La prima volta in cui i quattro tipi si presentano sono le 3,55. Passano lì di fronte, fanno un tour perlustrativo, tastano il terreno e si guardano intorno. Nessun testimone. allora procedono, mentre il grande fratello li scruta dall’alto. Tornano alle 4,05 e prima di entrare lasciano davanti alla vetrina una scatola di cartone e un sacco nero dove riporranno il materiale. Quindi si allontanano di nuovo, e tornano dopo 2 minuti. Cosa fanno nel frattempo? Cercano un’arma per colpire. E la trovano lì fuori, nei paraggi, anche se non subito. Tentano di estirpare una prima pietra (stesso sistema usato per altri furti e in altre occasioni) dal selciato lì fuori, davanti al bar Central Perk, ma non ce la fanno e ritentano più in là. Ci riescono in un viottolo accanto all’enoteca. Estraggono una pietra dal suolo e la usano per frantumare uno dei vetri principali. Entrano. Anche in questo caso - come già successo un mese fa al centro della Tre - il tempo impiegato per svaligiare il negozio è sorprendentemente piccolo. In quel caso 1 minuto e 53 secondi. Stavolta 3 minuti.
In questo lasso di tempo rubano tablets e cellulari incartati nel cellophane. Fanno parecchi danni, mandando ko una vetrina e due porte. Per dispetto - non trovando i telefonini nelle teche - spaccano mobili per il solo gusto di farlo. «Gli espositori e le vetrine erano vuoti - racconta Leonardo - perché la sera riponiamo la roba altrove. Allora si sono accaniti sulle porte che non riuscivano ad aprire. E hanno anche provato a fracassare una parete dov’era attaccata una pubblicità, pensando appunto che fosse una porta». Alla fine il bottino è stato di una trentina tra telefonini e tablets per circa 7mila euro, più altri 3mila euro di danni. Morale: «dobbiamo sborsare 10mila euro. E va bene che siamo assicurati, ma l’amarezza c’è ed è tanta. Il colpo è avvenuto a una vigilia importante. Martedì 23 dicembre - prosegue Leonardo - «avremmo dovuto festeggiare il nostro primo anno di attività. E guardate che bel regalo di Natale». La denuncia è stata sporta alla polizia, arrivata sul posto; la Scientifica ha effettuato i rilievi. I titolari - amareggiati e infuriati - per tutta la notte e la mattina successiva (ieri) hanno lavorato per rimettere a posto il locale. E ieri sono stati costretti a restare chiusi. Fuori dal negozio hanno messo un cartello. «Chiuso per furto».
«La vetrata è stata risistemata grazie all’aiuto di persone che conoscevamo e che sono venute nonostante fosse domenica», dice Leonardo. «A questo punto stiamo pensando di aumentare ancora la sorveglianza. E organizzare, magari con una maxicolletta che comprenda più negozianti, un servizio straordinario di vigilanza».
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