Il Tirreno

Grosseto

roccastrada

Trovato morto nel letto a 32 anni

Husein Osmicevic
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Husein Osmicevic

Si è sentito male dopo essere rientrato anticipatamente da una battuta di caccia

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ROCCASTRADA. E’ morto nel suo letto, a 32 anni, forse per un infarto, due giorni prima del suo compleanno. Husein Osmicevic, origini bosniache ma cresciuto a Roccastrada - dove la sua famiglia era arrivata oltre 20 anni fa - in Maremma si era perfettamente integrato. Husso, come lo chiamavano familiari, amici e colleghi, in paese lo conoscevano tutti. Dopo aver frequentato le scuole a Roccastrada aveva iniziato subito a lavorare. Era dipendente della società Fibran, nel bacino del gesso.

E dai roccastradini era stato contagiato anche per quanto riguarda gli hobby: andava a caccia con i paesani, ma preferiva la penna, i volatili, alle setole del cinghiale. Frequentava bar e luoghi di aggregazione dei coetanei. Venerdì sera era stato a cena in un paese vicino, con la compagna e alcuni amici. Sabato mattina la battuta di caccia nei boschi intorno a Roccastrada, come ogni fine settimana; ma a metà giornata aveva preferito salutare i compagni e tornare a casa, sdraiarsi sul letto. Non stava bene. Intorno alle 15 la convivente l’ha chiamato, è andata a chiedergli come si sentiva e l’ha trovato morto. La telefonata al 118 e il tentativo disperato di soccorso si sono rivelati inutili. Al momento non si conoscono le cause del decesso.

La scomparsa di Husso ha rattristato l’intera comunità, gettando nella disperazione la fidanzata Marta, il fratello Fikrit e tutti coloro che gli volevano bene. Sapeva farsi voler bene questo giovane uomo pieno di passioni, era socievole e gentile. Molti i commenti e i ricordi su Facebook. Leonardo Tronconi era amico e coetaneo di Husso. “Non riesco a trovare parole per questa morte. Era un amico e una grande persona. Sono rimasto scioccato. Eravamo cresciuti insieme, uniti. Si giocava sui massi e ne combinavano mille. Gli vorrò sempre bene”. Marusca, che lavora dietro al banco del bar Fuori Orario, nel centro del paese, è triste: “Era venuto pochi giorni a fare colazione prestissimo .Era giorno di caccia. Gli ho chiesto se andava al cinghiale e lui, sorridente e solare come sempre, mi ha risposto: “a me piace roba che vola…”

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