Il Tirreno

Grosseto

GROSSETO

Notte brava in centro, vandalismi e un tappeto di vetri rotti

Elisabetta Giorgi
Una fioriera utilizzata come cestino dei rifiuti
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Una fioriera utilizzata come cestino dei rifiuti

Residenti e commercianti infuriati: «Le solite bande di ragazzini che non sanno più cosa fare, bevono e seminano il disastro»

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GROSSETO. Una distesa di vetri rotti, bottiglie spaccate ovunque e sparpagliate qua e là. Strade soffocate di sporcizia e resti di bivacchi notturni. Ieri mattina il centro storico si è risvegliato nel caos.

Abitanti e commercianti infuriati se la sono presa con «le solite bande di ragazzini che il sabato notte non sanno più cosa fare, bevono e seminano il disastro». Problema non nuovo e che ieri non ha interessato solo un punto del centro storico ma un reticolo più ampio comprendente via Vinzaglio, via Garibaldi, via Montanara e piazza della Palma, dove c’è anche chi si è divertito a sparpagliare il fieno ovunque (vedi foto in alto). Tra le 7 e le 8 chi si è alzato dal letto, si è affacciato o è sceso per strada ha trovato di tutto (la pulizia è poi scattata intorno alle 8). I contenitori del vetro erano vuoti; in compenso centinaia di bottiglie erano seminate per terra, frantumate davanti alle abitazioni o nelle fioriere, colme all’inverosimile.

Romolo Domeniconi, storico ristoratore di via Vinzaglio, dice di non aver avuto danni, come invece successo altre volte, ma conosce bene la situazione del centro e indica subito il punto cruciale. «Lì più avanti - dice segnalando lo spiazzo alla sua destra - stamattina (ieri mattina, ndr) era tutto un tappeto di vetri». Punto critico è piazzetta Dominici, davanti a vari negozi, a un ristorante e al bar “Why not?”

Ma la fiumana di ragazzini si è riversata anche altrove: in via Garibaldi, strada che porta all'Affinity; o in via Massimo D’Azeglio, parallela affacciata su piazzetta Mensini. Parecchi abitanti della zona, indispettiti, ieri puntavano l’attenzione sulla carenza di contenitori per il vetro chiedendosi se non sia il caso, per esempio, che i titolari di bar e locali non chiedano ulteriori cassonetti come deterrente per il caos selvaggio che ha visto seminare bottiglie dappertutto. Ma chi lavora all’Affinity sposta il problema altrove. A poca distanza dal bar, resti e scarti di scatole di cartone sono ammucchiati accanto a un cassonetto della raccolta indifferenziata, facendo brutta mostra di sé.

Elisabetta Giorgi

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