La protesta
«La operiamo, anzi no». Un giorno di calvario per una paziente
Ricoverata per un intervento alla colecisti, è stata rimandata a casa: «Cause di forza maggiore» Lei se la prende con l’azienda sanitaria: «Tradita la mia fiducia». La Asl si scusa
GROSSETO. Un’intera giornata passata in una camera dell’ospedale in attesa di essere chiamata per un’operazione alla colecisti. L’ansia che sale, ma anche il sollievo di dire addio, di lì a breve, a quei maledetti calcoli che si fanno sentire da 4 mesi. Le ore che passano, la chiamata che non arriva. Finché, nel tardo pomeriggio, la doccia fredda: «L’operazione non si fa più per cause di forza maggiore. Torni a casa».
Ha dell’incredibile la disavventura capitata alla signora Donatella Bini, 59 anni, agente assicurativo di Follonica, all’ospedale Misericordia di Grosseto. Se non si trattasse di un problema di salute che le ha causato dolore e rabbia, sembrerebbe un siparietto da cabaret. E invece è tutto vero e la donna l’ha vissuto sulla propria pelle e sui propri nervi, messi a dura prova da un imprevisto che non si aspettava.
La vicenda inizia a fine agosto, quando la signora viene ricoverata per calcoli alla colecisti. L’intervento lì per lì non si può fare a causa di una infezione. La signora Bini viene messa a dieta strettissima per scongiurare altre coliche e, quando a ottobre la situazione è risolta, viene convocata per la preospedalizzazione.
«Mi hanno fissato l’intervento per il 19 dicembre – spiega la signora Bini – e si sono raccomandati che mi presentassi puntuale alle 7. E così è stato».
La signora viene ricoverata. Come prescrive la prassi, non tocca cibo e acqua dalla sera prima. L’attesa dovrebbe essere breve: la signora è tra le prime della lista. E invece...
«È passata un’ora, ne è passata un’altra, e nessuno chiamava», spiega la signora Donatella. Lei e la sorella, che è lì con lei, cominciano a preoccuparsi. Verso le 16.30, però, arriva una parola di conforto: sembra proprio arrivato il suo turno. Ma quando il medico si presenta in camera, ha una notizia che né la Bini né la sorella potevano immaginare.
«Mi ha detto: “Guardi, dobbiamo rimandare l’intervento perché ci sono state delle complicazioni impreviste durante un’operazione e il suo intervento va tutto riprogrammato”», spiega la signora Bini. Insomma: la signora Bini viene invitata a raccogliere le sue cose e tornarsene a casa, senza sapere quando sarebbe stata operata e senza conoscere il motivo: sul suo foglio di dimissioni c’è l’oscura formula «per cause di forza maggiore».
Facile immaginare la rabbia e la preoccupazione. Oltre al fatto che la signora era a digiuno e non aveva bevuto da quasi ventiquattro ore, c’erano state settimane di preparazione per affrontare quell’intervento. «Sono una libera professionista, lavoro per un gruppo assicurativo – spiega la signora Bini – e non posso semplicemente prendere dei giorni di malattia e assentarmi. Ho dovuto rimandare importanti incontri di lavoro, gestire gli appuntamenti in vista di tutte le scadenze di fine anno. Insomma, ho fatto i salti mortali. E anche da questo punto di vista non è semplice». Per non parlare della preoccupazione che, comprensibilmente, chiunque prova quando deve sottoporsi a un intervento chirurgico, anche se di routine come un intervento alla colecisti.
«Quella che provo è la sensazione di aver visto tradire la mia fiducia – spiega la signora – Ho un’assicurazione sanitaria e avrei potuto fare questo intervento in una clinica privata. Ma ho pensato che non era una cosa così grande e ho deciso di rivolgermi all’ospedale pubblico. Sì, mi sento tradita. Ed è per questo che voglio rendere pubblica questa storia: io sono una persona schiva, riservata: non mi piace espormi. Ma spero che raccontando questa vicenda si possano evitare altri casi così».
La Asl, contattata dal Tirreno, si scusa con la signora e spiega che durante la giornata si è reso necessario dare la precedenza a un’anziana ultraottantenne che andava operata d’urgenza all’addome. Durante l’intervento si sono presentati degli imprevisti che hanno allungato i tempi e alla fine della giornata i turni erano finiti. Per di più, durante le festività, la programmazione degli interventi si riduce e ciò non ha consentito di fissare subito un’altra data. Nel pomeriggio di ieri il primario di chirurgia generale Paolo Pietro Bianchi ha telefonato alla signora. L’intervento, spiega la Asl, sarà recuperato in tempi brevi.
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