Sicurezza
«Chi doveva vigilare non l’ha fatto»
Cinque Stelle ancora all’attacco dopo la sentenza di ineleggibilità di Baldi
FOLLONICA. «Chi doveva vigilare non lo ha fatto». Il Movimento Cinque Stelle torna sulla vicenda che ha visto coinvolto il consigliere comunale Daniele Baldi, dell'omonima lista civica, che, dopo un loro esposto alla Procura, è stato dichiarato dal tribunale grossetano decaduto, a causa di una incompatibilità al momento della sua elezione. L'esponente del centrodestra al momento della sua scesa in campo era infatti direttore amministrativo dell'Asl 1 di Napoli, ruolo non in linea con la sua candidatura.
Adesso i pentastellati tornano sulla vicenda, e lo fanno puntando il dito contro chi doveva far rispettare le leggi e non lo ha fatto, contro quella macchina comunale, nello specifico contro il segretario generale del municipio del Golfo, che avrebbe dovuto accorgersi prima che la candidatura di Baldi era incongruente con il Testo unico. «Continuiamo a ribadire – spiega il consigliere comunale dei grillini, Gabriele Cecchini – che non si è trattato di un attacco personale nei confronti di Baldi, la nostra azione era volta a ristabilire la legalità all'interno dell'organo istituzionale: quando, subito dopo le elezioni, ci siamo resi conto che c'era una incompatibilità nella candidatura di Baldi, lo abbiamo fatto presente al segretario generale. Erano pochi minuti prima dell'inizio del primo consiglio comunale quando appunto furono rese ufficiali le cariche: all'epoca il segretario ci rispose che avrebbe verificato e che c'era ancora tempo per fare qualcosa. Noi, che per la prima volta entravamo in Comune, forse ancora inesperti di certi meccanismi, ci fidammo. Invece poi siamo dovuti ricorrere all'esposto, perché quelle risposte non sono mai arrivate». Dal Movimento dicono ancora di essere soddisfatti di aver ristabilito la legalità: chi ha perso in questo caso, a loro giudizio, è il sistema che ancora una volta ha dimostrato di essere decadente. «Le elezioni non possono essere prese alla leggera – continua Cecchini – siamo preoccupati: come è possibile che nessuno, la commissione elettorale e il segretario generale, non si siano accorti prima di noi che c'era incompatibilità nella candidatura di Baldi? E neppure dopo la nostra segnalazione nessuno ci ha dato ragione, fino a quando non c'è stata la sentenza del tribunale».
“Come è possibile – ribatte uno degli attivisti firmatari dell'esposto, Tiziano Gianfaldoni – che chi ha le chiavi della macchina comunale e prende uno stipendio congruo alle responsabilità che ha, non sia stato in grado di far rispettare la legge? Sono orgoglioso di aver preso parte a questa iniziativa, i cittadini non devono aver paura di segnalarele irregolarità, in fondo un esposto non è altro che una domanda. Ma pensiamo se Baldi fosse stato eletto sindaco: a quest'ora il nostro Comune sarebbe commissariato».
Paola Villani
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