Attenzione
Ventidue nuovi posti letto per chi ha bisogno di cure
Al Misericordia si guarda soprattutto agli anziani che devono essere seguiti Presto all’ospedale di comunità saranno aggiunte altre camere per l’assistenza
GROSSETO. Investimento limitato, ma il risultato è di livello. È un mix di pregio quel che accompagna la rinascita dell’ospedale di comunità al Misericordia. Per rimettere a nuovo la struttura non sono serviti troppi soldi. La spesa più grossa è per il ritocco al pavimento, circa 7mila euro. Rinnovati anche arredi e pareti.
I lavori si sono conclusi in anticipo rispetto alla tabella di marcia: meno di tre mesi. I nuovi spazi per le cure intermedie dispongono di 22 posti letto. Diverranno 34 quando saranno concluse le opere per la nuova ala del Misericordia. Nella porzione di ospedale di comunità i pazienti e i loro familiari troveranno un ambiente confortevole.
Lì proseguirà il progetto delle cosiddette cure intermedie, rivolte quindi a quei pazienti, spesso anziani, che non hanno necessità dell’assistenza ospedaliera, ma di trattamenti terapeutici che non possono essere fatti a casa. Tra le particolari attività possibili nel reparto spicca la programmazione delle visite da parte dei medici di famiglia con l’opportunità, riservata a pazienti provenienti da città lontane, di poter contare su "camici bianchi" ad hoc.
Un programma personalizzato dunque, redatto dall’Unità di valutazione multidisciplinare. Tutto, spiegano dall’Asl9, è a servizio di «pazienti che necessitano d’interventi assistenziali, oltre che sanitari, che non ne consentono la permanenza o il rientro alla propria abitazione; pazienti dimessi dall’ospedale, con l’indicazione a seguire un periodo d’assistenza specializzata in una struttura adeguata; malati cronici che hanno subìto un peggioramento delle proprie condizioni e non possono essere adeguatamente curati a casa».
Cogliere il bisogno prima che diventi acuto è, quindi, uno degli obiettivi dell’ospedale di comunità. Un servizio che va ad alleggerire il peso sui reparti sanitari tradizionali, spesso appesantiti dalla gran mole di lavoro. Sullo sfondo, una società sempre più anziana, vuoi per il calo delle nascite, vuoi per l’allungamento dell’aspettativa di vita.
L’ospedale di comunità sarà gestito da personale infermieristico, già selezionato con appositi bandi pubblici. Si tratta di 7 professionisti coordinati da un responsabile e supportati da operatori socio sanitari. «Faremo anche formazione» promette il direttore generale dell’Asl9, Fausto Mariotti, che ricorda: «l’ospedale di comunità rinnovato è un prezioso elemento aggiuntivo nell'offerta sanitaria».
Ieri, all’inaugurazione della struttura erano presenti il direttore del Coeso, Fabrizio Boldrini e i sindaci di Campagnatico, Civitella Paganico, Castiglione della Pescaia e Roccastrada.
Per Grosseto c’era l’assessore al sociale, Antonella Goretti.
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