Gioco
Stazione assalita dagli storni, auto e scooter ricoperti di guano
Sedici tassisti protestano: "Lavorare è impossibile". E dall’ospedale alle scuole crescono le segnalazioni
GROSSETO. Sedici tassisti bersagliati ogni giorno, auto e scooter ricoperti di guano, vetri e carrozzeria irriconoscibili. In Piazza Marconi è in emergenza storni.
Migliaia di volatili si piazzano ogni giorno sugli alberi di fronte allo scalo ferroviario, seminando escrementi e lasciando un fetore insopportabile.
Chi lavora in zona è disperato e i pendolari corrono via ogni giorno con il fazzoletto al naso. In terra è uno spesso strato di guano “oleoso” (gli storni si cibano spesso di olive). «Uno sporco, una puzza tremenda. E bisogna pure fare attenzione a dove mettere i piedi senza farsi male», lamenta uno di loro sgusciando via da questo spettacolo immondo.
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Lancia il grido d’allarme Marco Rabai, 36 anni, tassista originario di La Spezia che ogni giorno lavora alla stazione di Grosseto ed è costretto - dice - a portare tutti i giorni la macchina a lavare, «con soldi inutili che siamo costretti a spendere pur di lavorare. Sono più o meno due anni che va avanti questa storia. Possibile che non si riesce a venirne a capo? Dov’è il Comune? E non è un problema sanitario? Tempo fa intervennero i falconieri; ma se il falco non può far niente di fronte a questi numeri si faccia qualcos’altro contro questi 1000, 2mila, anche 3mila uccelli». Qualcosa purché si faccia.
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Con precisione quasi svizzera, bellicosi gruppi di storni si precipitano in piazza tutti i giorni verso le 16,30-17. Hanno ritmi abituali, consuetudini consolidate: la mattina si cibano nelle campagne. Il pomeriggio arrivano agli stessi rintocchi. Tutti insieme, come già un anno fa, seminando odoracci e disastro.
Le auto parcheggiate in piazza (sulla destra guardando l’edificio) sono ricoperte di guano. Vetri e portiere sono sporchi all’inverosimile. L’immagine simbolo è uno scooter: sedile ricoperto da una fitta coltre, manubri inavvicinabili. «Difficile pensare che qualcuno possa tornare a riprenderselo», dice il tassista.
La povera statua di Tolomeo Faccendi è bersagliata. Sedersi lì sotto è una scelta suicida.
Una proposta. «A nome degli altri miei 15 colleghi tassisti - dice Rabai - chiedo al sindaco se possa fare un’ordinanza e abbattere gli alberi qui di fronte, dove gli storni si posano tutti i giorni. Già si sono tagliati in altre zone comunali. Perché allora non farlo anche qui, dove oltretutto, ipotizziamo, c’è un problema igienico?» .
Non c’è solo la stazione di Grosseto nel mirino. Sono tantissimi i lettori che - sulla pagina Fb del Tirreno - segnalano situazioni critiche.
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Intanto il Comune corre ai ripari. Se la competenza municipale del problema degli storni spetta all’ufficio ambiente la cui delega è nelle mani del sindaco Emilio Bonifazi, al settore lavori pubblici, ufficio manutenzioni (assessore Giuseppe Monaci) competono pulizia e potature.
In questi giorni - spiega Monaci - «sono stati fatti diversi interventi di pulizia». E in effetti ieri, a un sopralluogo di verifica, via Quarnaro risultava pulita, idem via Fabio Massimo e Ansedonia (segnalate dai lettori), e via Monte Bianco aveva i segni della spazzatrice. Il problema resta irrisolto alla stazione, dove il Comune non è intervenuto. Qui i tassisti chiedono il taglio degli alberi, ma per l’assessore «dev’essere accertato se siano delle Ferrovie o del Comune».
Se per Monaci «il metodo più efficace è quello di portare ripetutamente i falchi nelle zone assediate dagli storni», ce n’è un altro che sta dando i suoi frutti. Ed è quello dei dissuasori. «Quest’anno - dice - - ci siamo convenzionati con il Consorzio di Bonifica e abbiamo installato un riproduttore di suoni nel tetto della scuola di via Montebianco: 2 i suoni riprodotti. In serata quello del falco che caccia per impaurire i volatili. Di notte quello dello storno ferito e già aggredito dal falco». Altri 3-4 dissuasori stanno girando in città a rotazione.
Asl9. Anche davanti all’ospedale Misericordia, altra zona tartassata e segnalata dai cittadini, la dirigenza conferma che «è problema noto». E venerdì ha installando dissuasori acustici tant’è che - spiega - in serata il problema sembrava scomparso.
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