Sicurezza
Per il latte d’asina accordo col Meyer e prospettiva Expo
È una delle eccellenze della zona amiatina e delle colline maremmane ok al progetto per utilizzarlo nell’alimentazione dei neonati con allergie
SCARLINO. Il latte di asina scarlinese continua a stupire e a fare scuola. Dopo i progetti sposati dai pediatri, dopo la trasformazione in cosmetici a trattamento naturale, arrivano altri due grandi traguardi per questa eccellenza maremmana: il Meyer e l’Expo 2015 di Milano.
«È un ottimo riconoscimento» ammette il sindaco Marcello Stella. I due successi sono conseguenziali e il primo passo sta proprio nell’ospedale pediatrico di Firenze. Infatti è arrivata la firma con la direzione del Meyer per far diventare partner a tutti gli effetti il progetto “LabaProV”, acornimo che sta per “il latte d’asina di razza amiatina nella gestione del bambino con allergia alle proteine del latte vaccino: aspetti innovativi, clinici, allergologici e nutrizionali”. Quest’associazione di scopo ha come obiettivo primario quello di valutare in bambini affetti da Aplv l’uso di latte d’asina come prima scelta rispetto ad ogni formula alternativa e vede al suo interno varie anime dell’ospedale, l'istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, l’università di Pisa ed il Comune di Scarlino e come gestione associata, le Bandite di Scarlino. Il progetto prevede inoltre di approfondire i parametri nutrizionali e nutraceutici del latte d’asina amiatina ai fini dell’utilizzo nell’alimentazione umana, oltre che a formulare piani nutrizionali adeguati ai fabbisogni dei pazienti in base ad età, sesso e patologia.
E se questa collaborazione con il Meyer è già un traguardo notevole, ecco che la soddisfazione si raddoppia grazie alle intenzioni della Regione, pronta a presentare il progetto all’Expo di Milano 2015, insieme agli altri 13 progetti sulla nutraceutica vincitori del relativo bando. La nutraceutica è la scienza che si occupa di verificare e approfondire gli effetti benefici che alcuni elementi e prodotti naturali possono avere sulla salute. Insomma, il concetto del cibo come medicina, per curare e prevenire le malattie, migliorare lo stato di salute, migliorare l'aspettativa di vita. «Questo progetto rappresenta un’importante occasione di valorizzazione e sviluppo per tutto il territorio anche a livello internazionale, creando le condizioni per l'occupazione e per la diversificazione delle produzioni nel settore agricolo e zootecnico» conclude Stella. (a.f.)
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