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Farmacie comunali: dietro front, non saranno più vendute

di Enrico Pizzi
L’interno di una farmacia e nel riquadro il presidente del cda, l’avvocato Alessandro Bocchi
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L’interno di una farmacia e nel riquadro il presidente del cda, l’avvocato Alessandro Bocchi

Bonifazi: «Gli esercizi che erano in perdita perdono meno e ci sono guadagni» Il presidente del cda, Bocchi: «Abbiamo ridotto il costo del personale»

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GROSSETO. Le farmacie comunali? A questo punto non si vendono. Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, dopo un primo tentativo di cessione abortito nel gennaio scorso, sembra averci ripensato, alla luce del nuovo corso impresso alla società che gestisce le 5 farmacie e il dispensario farmaceutico di proprietà del Comune di Grosseto.

«Il Comune non dovrebbe fare il farmacista come non deve gestire aeroporti o organizzare fiere – spiega il sindaco – ma la gara per vendere la gestione delle farmacie non è andata a buon fine, dovremmo ripartire da zero, occorrerebbe un nuovo atto di indirizzo del consiglio comunale e, nel frattempo, abbiamo un cda che sta lavorando bene: le farmacie che erano in perdita perdono di meno e quelle che guadagnavano poco stanno guadagnando di più», dunque la vendita della gestione sembra non essere più una priorità.

È passato meno di un anno e mezzo da quando, era la fine dell’agosto 2013, il consiglio comunale aveva dato il via libera alla vendita della società Farmacie Comunali Riunite: il successivo bando prevedeva una base d'asta di quasi 12,4 milioni di euro, ma nessuno si era fatto avanti. Poi alcuni mesi di silenzio, fino alla nomina, nell'assemblea del 30 aprile, del nuovo cda, con il nuovo presidente, l'avvocato grossetano Alessandro Bocchi, e l'ad Roberto Contato, espressione del socio privato che ha il 49 per cento: l'obiettivo, evidentemente, era di verificare se fosse possibile migliorare le performance della società.

Il presidente Bocchi ricorda, innanzitutto, che la società Fcr era già una società sana, che guadagnava poco, ma non aveva perdite, ma che sicuramente aveva, ed ha, ampi margini di miglioramento. «Abbiamo fatto fare un check up dell'azienda da un professionista del settore che ha evidenziato un costo del personale troppo elevato – spiega Bocchi – ma abbiamo anche individuato i settori su cui intervenire per smettere di subire i risultati». L'azienda, intanto, si è alleggerita di alcuni costi del personale, con il pensionamento di due dipendenti, tra cui il direttore generale, e – spiega il presidente – altre 2 o 3 persone andranno in pensione il prossimo anno. Poi si è attuata una scelta che giaceva da tempo nei cassetti e che riguardava la riduzione da due a uno dei farmacisti di turno la notte nella farmacia di via dei Mille, naturalmente dotando il negozio di tutte quelle misure necessarie a garantire la sicurezza del personale».

Altra decisione è stata quella di unificare gli acquisti dei farmaci, mentre prima ogni negozio agiva per conto proprio, e anche questo ha consentito di ottenere dei risparmi. Il risultato è che a novembre, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, «si è avuta – dice Bocchi – una inversione di tendenza positiva su tutte le farmacie» e il dato è confermato anche nella prima quindicina di dicembre. Il 2014 dovrebbe chiudere con un miglioramento dell'1,5-2 per cento dell'utile operativo lordo.

Dall'inizio del 2015, poi, si lavorerà per obiettivi, farmacia per farmacia, reparto per reparto, in modo da poter capire cosa va e cosa non va, e si sta pensando anche a quali servizi aggiuntivi, soprattutto per soggetti più bisognosi, le farmacie comunali possano offrire. Un percorso virtuoso che è appena iniziato e che sembra aver convinto il Comune a mettere nel cassetto i progetti di vendita.

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