Il Tirreno

Grosseto

L'ESPERTO

"Falchi per combattere gli storni? Meglio i richiami sonori"

Elisabetta Giorgi
Falchi contro storni nei cieli di Grosseto (foto agenzia Bf)
◗
Falchi contro storni nei cieli di Grosseto (foto agenzia Bf)

L’ornitologo Francesco Pezzo scettico sul metodo dei rapaci impiegato da anni: "È un gioco creativo e fantasioso, ma non ci sono prove che funzioni davvero"

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Francesco Pezzo, 46 anni, noto ornitologo senese, studioso delle specie in Antartide e già docente universitario, collabora da anni con il Museo di Storia naturale di Grosseto ed è nel comitato scientifico del Cot (centro ornitologico toscano, con sede legale a Livorno e sede operativa a Calci).
Ormai il problema è noto da tempo. Possibile che non si riesca a risolverlo?
«In altre città esiste già da molti anni. Per Grosseto è un problema relativamente nuovo. Senza scomodare metropoli come Roma, ci sono alcune città italiane e toscane, più o meno comparabili con la vostra, che hanno avuto il vostro stesso problema e sono riuscite a gestirlo. Prato ha sviluppato un’esperienza forte ed è riuscita, con la polizia provinciale, a piazzare dissuasori nelle scuole e non dico a debellare il fenomeno, ma quantomeno a far sì che non desse segni di particolare sofferenza. È stato allontanato un numero importantissimo di animali, direi superiore a Grosseto e andati a stazionare fuori, in zona Calenzano».
Altre zone toscane interessate dal fenomeno?
«Succede in minima parte a Siena, a Poggibonsi c’è qualcosa. Una situazione preoccupante che mi balza in mente è a nord, Firenze e appunto Prato, dove le amministrazioni lavorano da anni».
Colpiscono le abitudini di questi volatili.
«Sono animali migratori, arrivati dall’Europa del nord e orientale in concentrazioni enormi. Ci sarà probabilmente una concentrazione che nidifica anche in Toscana, ma non è sicuramente la regola. Arrivano sempre d’inverno, di giorno si sparpagliano su superfici vastissime per alimentarsi, di sera si radunano nei posti più sicuri...».
Ovvero nelle città.
«Esattamente, dove trovano maggiori margini di sicurezza: in città nessuno li caccia, non ci sono predatori naturali a differenza che nelle campagne».
Gli storni quanto resteranno ancora a Grosseto prima di andarsene via?
«La permanenza potrebbe durare fino a febbraio. Poi torneranno a nidificare nel nord Europa; e tra un anno si ripresenteranno».
Di che cosa si cibano?
«Sia di invertebrati che di piante: entrambi, a seconda della stagione. Anche di olive».

Falchi e falconieri funzionano davvero per scacciarli?
«A volte sono proposti metodi davvero fantasiosi come appunto i rapaci e la falconeria, per mandare via gli storni. Ma è un metodo impegnativo del quale non è dimostrata l’efficacia in alcun modo. L’unica zona dove i falchi hanno funzionato sono gli aeroporti, almeno questo dice la letteratura».
Tornando all’inizio. Meglio i dissuasori, dunque?
«Sì. I dissuasori acustici sono un metodo la cui efficacia è dimostrabile. Facilmente gestibile anche senza eccessive competenze, dalle scuole e dalle persone qualunque, una volta installati possono essere impiegati in maniera costante nel tempo. E la costanza può essere un valido deterrente».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web