Finanza
Albegna sicuro, si chiedono risposte
Il presidio di Marsiliana e Vita all’attacco di Regione e Consorzio Bonifica: «Subito chiarimenti sui tempi degli interventi»
ORBETELLO. Quali i tempi degli interventi che dovranno essere realizzati per la messa in sicurezza del bacino dell’Albegna, argine remoto, legge cave, ripristino reticolo secondario, incremento del numero dei mezzi che operano lungo il fiume?
Sono solo alcuni dei chiarimenti che lo zoccolo duro del presidio di Marsiliana e l’associazione Vita chiedono alla Regione Toscana e al Consorzio di Bonifica Toscana sud.
«Abbiamo come la sensazione – dicono - che tutte quelle promesse fatte dal giorno in cui abbiamo occupato la strada regionale 74 a oggi abbiano subito una sorta di rallentamento». A rallentare non sono i timori che gli abitanti delle zone del Quarto Albegna e della Polverosa hanno ogni volta che, come martedì scorso, piove e il livello di fiumi, torrenti e fossi aumenta. «Non è possibile – dicono – che ci si debba preoccupare quando l’Albegna è a 6 metri. In passato - spiegano – durante gli inverni, certi livelli erano considerati normali senza che però nessuno pensasse a un’alluvione». Le cose, però, adesso sono cambiate perché di alluvioni ce ne sono state due nell’arco di due anni e questo crea una notevole fonte di preoccupazione. A preoccupare sono le piogge ma anche i lavori promessi. Certo il tempo non ha aiutato ma certe cose, secondo lo zoccolo duro del presidio e Vita dovevano essere già state fatte. «Martedi al Quarto Albegna i fossi lungo le strade erano pieni, sono esondati allagando i giardini e i cortili delle case, segno, forse, che sul reticolo secondario non si è intervenuti come si dovrebbe o, peggio, non si è intervenuti affatto». A questo proposito si invita il Consorzio a fare un sopralluogo per valutare gli interventi da fare ed eventuali opere, come ad esempio i ponticini, fatti non a regola d’arte.
Capitolo argine remoto: capire per quale motivo la gara per l’argine non sia ancora partita, se i ritardi siano o meno legati alla questione espropri e quali potrebbero essere questi ritardi in caso di espropri non bonari. Un cenno Vita e il presidio lo fanno anche al parco macchine impegnato nei lavori che viene ritenuto “insufficiente”. «Sembra impossibile – sostengono – che in tutta Italia non si riesca a trovare dei dumper o degli escavatori». Infine, ma non perché meno importante, la legge cave aspettata in gloria per poter realizzare, finalmente, il promesso scavo del fiume. «A che punto siamo – chiedono – quali sono le modifiche che porterà questa legge?». Infine. «L’acqua deve andare al mare, né a destra né a sinistra ma solo verso il mare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google