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Baldi era ineleggibile, deve lasciare il consiglio

Baldi era ineleggibile, deve lasciare il consiglio

La decisione del tribunale grossetano dà ragione all'esposto dei 5 Stelle Portò Benini al ballottaggio, ma ricopriva un ruolo apicale in un ente pubblico

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FOLLONICA. Daniele Baldi è fuori dal consiglio comunale, i giudici grossetani non hanno accettato la tesi della sua difesa: il candidato a sindaco del centrodestra era ineleggibile. Si conclude così la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto il consigliere comunale del Golfo, dopo che, mesi fa, alcuni attivisti del Movimento Cinque Stelle avevano presentato un esposto alla Procura grossetana sostenendo appunto che la candidatura dell'esponente politico fosse illecita, perché lo stesso ricopriva all'epoca della campagna elettorale, un ruolo apicale in un ente pubblico. Baldi, 54 anni, era direttore amministrativo della Asl 1 di Napoli quando nella primavera scorsa concorse alla poltrona di sindaco portando al ballottaggio l’attuale primo cittadino Andrea Benini.

La motivazione del ricorso dei grillini? «Assolutamente nulla di personale contro Daniele Baldi – spiegarono all'epoca i pentastellati – ma rivendichiamo il diritto e dovere di mettere in luce, ombre, dubbi, perplessità, ogni qualvolta si presentano nell'attività politica e riguardano direttamente i cittadini». Una giustificazione che oggi proprio non va giù a chi si trova a dover lasciare il suo scranno per delle ragioni che non ritiene opportune. «Le leggi vanno interpretate, il giudice ha deciso in un modo e lo rispetto. Ma adesso la mia domanda è sul perché il Movimento Cinque Stelle abbia agito in questa maniera. Il grande dubbio che ho, è che sia stata una mossa per danneggiare la mia persona. D'altronde il nostro Paese funziona così: un dipendente di Equitalia nell'area di appartenenza (Baldi si riferisce al consigliere comunale, Gabriele Cecchini, ndr) può fare il candidato sindaco, mentre non può farlo il direttore amministrativo di una azienda sanitaria a centinaia di chilometri di distanza».

La contestazione nasce proprio dall'incarico che Baldi aveva durante l'ultima campagna elettorale: il candidato del centrodestra fino a pochi giorni prima del ballottaggio (8 giugno) ricopriva un ruolo apicale all'Asl 1 di Napoli. Un incarico importante certo, ma che - come ha spiegato anche il suo legale, Davide Lera, nel corso del processo - non poteva portargli vantaggi nella candidatura follonichese. Il tribunale però non ha accettato questa tesi, dichiarando il consigliere comunale decaduto. «Il verdetto – spiega ancora Baldi – mi lascia afflitto, perché sono certo che il mio incarico non ha influito sulle scelte dell'elettorato. Anzi: sono un non politico e proprio per via del mio lavoro molti follonichesi neppure mi conoscevano, la mia campagna elettorale è stata incentrata proprio su questo aspetto, sul presentarmi alla città. Perciò resto amareggiato, nonostante accetti la sentenza, come è giusto che sia: mi dispiace per coloro che mi hanno sostenuto e che continuano a darmi il loro supporto».

Al suo posto entrerà adesso Daniele Pizzichi, giovane attivista di Forza Italia: in questo modo per il partito berlusconiano sarebbero due i rappresentanti, non più uno (Sandro Marrini) e forse presto potrebbero diventare tre, con il passaggio di bandiera di Filippo Asta (Nuovo centro destra) che come si vocifera da qualche giorno. Tutto questo sempre se Baldi non deciderà di prolungare oltre la vicenda giudiziaria, proponendo quindi un ricorso al Tar, ma ancora preferisce non esprimersi in merito.

Paola Villani

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