Il Tirreno

Grosseto

Un altro incendio nel rifugio dei disperati

di Francesca Gori
Un altro incendio nel rifugio dei disperati

Rogo acceso davanti a una palazzina che serve da deposito, sono centinaia le persone che dormono in luoghi di fortuna

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GROSSETO. La scorsa settimane le fiamme avevano distrutto materassi e coperte nella palazzina ex Tronco Lavori della stazione. Ieri mattina invece un altro incendio è scoppiato alla stazione, davanti a un'altra palazzina di Rete ferroviaria italiana dove di notte trovano rifugio i senza casa della città. Sono centinaia di presenze invisibili che si arrangiano come possono per passare la notte.

Ma le tensioni tra loro potrebbero essere all'origine di questi ultimi due incendi.

Il primo allarme è arrivato ai vigili del fuoco alle 7, per un piccolo rogo acceso davanti alla struttura. Le fiamme sono state domate in pochi minuti, ma il fuoco probabilmente ha continuato a covare finchè, alle 10.30, il fumo denso è stato visto uscire dalla palazzina utilizzata come deposito per le vecchie poltrone del Cinema Stella. Nel deposito è stata trovata anche una bicicletta nuova, segno che qualcuno è riuscito a togliere le grate che sarebbero dovute servire a impedire gli accessi alla struttura. La stessa cosa era successa due domeniche fa nell’ex palazzina Tronco Lavori dove gli accessi sono stati chiusi con calce e mattoni. Ma anche in quel caso, i disperati della città sono riusciti a entrare all’interno, ad allestire un dormitorio di fortuna e a vivere là dentro. Almeno la notte.

È una situazione difficile da controllare anche per gli uomini della polizia ferroviaria di Grosseto che ogni sera verificano la presenza di persone lungo la rete e dentro le palazzine abbandonate.

Alcuni senza casa sono stati trovati a dormire anche nella vecchia casa cantoniera vicina al sottopasso di Barbanella. Di segnalazioni a Rete Ferroviaria italiana ne sono arrivate a centinaia da parte della polizia ferroviaria, ma tutte le soluzioni trovate fino ad ora sembrano essere state inefficaci. Da un paio di settimane poi, sembra che ci sia qualcuno che letteralmente scherza con il fuoco. I due incendi sono probabilmente di origine dolosa. E probabilmente sono stati appiccati al culmine di liti scoppiate tra le persone costrette a vivere in quelle palazzine abbandonate. Nordafricani, per la maggior parte. Che vivono di espedienti e che la sera rientrano in quelle stanze che dovrebbero servire soltanto da deposito, senza essere utilizzate come centri di accoglienza temporanea per le persone.

Ieri mattina l’allarme che un rogo era stato acceso lì davanti, dove sono custodite le vecchie poltrone del cinema lo ha dato un agente della polfer che ha visto il fumo. E che ora spera di non sentire presto quell’odore acre di plastica bruciata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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