Sicurezza
Sub morto all’Argentarola, l’autopsia non scioglie i dubbi
Marco Settequattrini potrebbe essere stato ucciso da un’embolia o da un malore: la salma restituita alla famiglia
PORTO SANTO STEFANO. Serviranno altri giorni, altre settimane, per stabilire con precisione che cosa abbia ucciso Marco Settequattrini, il sub cinquantenne di Perugia morto domenica dopo un’immersione all’Argentarola.
L’autopsia non ha infatti per ora sciolto tutti i dubbi. L’istruttore Uisp di subacquea potrebbe essere stato ucciso da un malore o da un’embolia. Per capirlo serviranno quindi i risultati delle analisi sui campioni prelevati. La Procura di Grosseto intanto ha dato il nullaosta per la sepoltura dell’uomo e oggi a Perugia si svolgeranno i funerali.
L’incidente è successo nel primo pomeriggio di domenica quando l’uomo, insieme ad altri cinque appassionati di profondità perugini, si è immerso nelle acque dell’Argentarola. Stava bene, appena tornato in superficie. Poi i suoi compagni lo hanno visto mentre un’onda lo trascinava via e dal gommone del diving sul quale si erano imbarcati, gli è stato gettato subito un salvagente. Settequattrini si è aggrappato, poi ha perso i sensi. Inutili sono stati i tentativi di rianimazione.
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L’uomo, portato di corsa con il gommone alla Caletta, è arrivato sulla terraferma già morto.
La Procura ha sequestrato in via cautelativa l’attrezzatura del centro diving, ma ha subito seguito l’ipotesi del malore.
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