Sicurezza
Solo quattro testi per la difesa
Erano più di 90 quelli previsti: tra loro anche il comandante Manna
GROSSETO. La difesa di Francesco Schettino ha considerevolmente sfoltito i propri testi: da oltre novanta (lista del luglio 2013) a quattro. Tra loro c’è il capitano di vascello Leopoldo Manna, il comandante della centrale operativa della Capitaneria di Roma dalla quale il comandante fu contattato durante la notte del naufragio. Gli avvocati Donato Laino e Domenico Pepe hanno depositato ieri, secondo quanto stabilito sabato dal presidente Puliatti al termine dell’interrogatorio dell’imputato, l’elenco delle persone alle quali la difesa non intende rinunciare e che saranno sentiti il 12 gennaio. Non potrà certo rinunciare a Katia Kevanian, capo receptionist sulla Concordia, che all’epoca – su Facebook – negò che il comandante avesse abbandonato la nave. Si era imbarcata il 13 gennaio per sostituire una collega: «Vorrei poter rispondere alla marea di idiozie e falsità che sono state dette - scriveva Kevanian - Per il momento ne dico solo una poi, quando potrò, scriverò di più. Abbiamo evacuato, al buio, con la nave piegata su un fianco 4000 persone in meno di due ore! Gli incompetenti non sono in grado di fare questo. Non è vero che il comandante è sceso per primo, io ero sull'ultima lancia, e lui è rimasto attaccato alla ringhiera al ponte 3, mentre la nave affondava». Quella con Manna è invece la telefonata precedente a quella più celebre con Gregorio De Falco da Livorno: da Roma l’ufficiale chiese al comandante (in quel momento sullo scoglio del Giglio) di illustrare e la situazione e le cause. «Lei è uomo pratico, io sono uomo pratico», disse pacatamente Manna. E Schettino spiegò: la navigazione turistica, il colpo e il blackout, 01,8-0,2 miglia di distanza dalla costa, l’ordine di download del Vdr, le ancore cui era stato dato fondo, la scelta di mettere giù per prime le lance a destra. Schettino non sapeva precisare il numero dei passeggeri e Manna gli chiese il numero di un ufficiale a bordo cui telefonare tramite Ferrarini per avere maggiori informazioni. Schettino replicò che aveva chiesto a Ferrarini la lista passeggeri per poter effettuare la spunta. Poi sarà la volta di Dennis Christopher Vaity, capo della security di bordo della Concordia (chiamato a riferire sulla rottura degli oblò cui seguì l’inclinazione finale della nave). E infine di Agnello Fiorentino, il comandante del traghetto Aegilium, il mezzo che aveva prestato soccorso raccogliendo i naufraghi presi a bordo dalle vedette di capitaneria e finanza. (p.s.)
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