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«Selvena non esiste? Venite a vedere che ricchezze»

CASTELL’AZZARA. «Invito Maurizio Costanzo, che sul Tirreno scrive una rubrica estiva intitolata “Maremmando” a scriverne una diversa, “Montagnando” per rivalutare l’Amiata, Selvena compresa. Perché...

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CASTELL’AZZARA. «Invito Maurizio Costanzo, che sul Tirreno scrive una rubrica estiva intitolata “Maremmando” a scriverne una diversa, “Montagnando” per rivalutare l’Amiata, Selvena compresa. Perché Selvena c’è». Lo sfogo è di Lauro Giuliani, un abitante del piccolo borgo frazione di Castell’Azzara, che tempo fa si è sentito rivolgere una domanda: «Ma Selvena dov’è?». Lui ci rimase male e così ha deciso di fare un po’ di pubblicità al suo paese.

«Una volta – rammenta Giuliani – venivano in tanti qui al tempo delle miniere, anche a chiedere il voto. Ora nemmeno quello. Chiuse le miniere sembra non ci sia rimasto nulla. Invece non è così».

Giuliani si riferisce alle miniere del Morone, fiore all’occhiello dell’economia amiatina, con quelle del Siele e le altre in tutta la corona della montagna, da dove si estraeva il migliore cinabro dell’Amiata. «Faggi e castagni monumentali, tartufi, porcini, oliveti, rocche e castelli. E le associazioni: Comitato minatori, Circolo tennis, Pro loco, banda, Avis, Misericordia, Usi civici, contrade, che per 700 anime sono un’esagerazione». (f.b.)

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