Proteste
Locali e rumore, oggi il consiglio decide
La mozione per consentire ai Comuni di scegliere le soglie di tollerabilità passa faticosamente il vaglio della commissione
GROSSETO. Approda in consiglio comunale oggi la mozione presentata dal consigliere del Pd Stefania Laurenti per chiedere alla Regione una modifica della normativa sui rumori che dia ai Comuni la possibilità di determinare delle soglie di tollerabilità e la zonizzazione.
Ieri l’atto è passato in prima commissione; i commissari si sono riservati, ma la proposta non è passata in modo indolore. Stefania Laurenti ha ricordato che l’atto nasce sulla spinta di una petizione popolare che ha raccolto 2.500 firme, dopo che il Caffé Ricasoli era stato multato per aver superato i limiti di legge con la musica all'interno del locale. Limiti troppo bassi avevano detto, allora, l’assessore Giancarlo Tei, che aveva proposto una petizione, e il sindaco Emilio Bonifazi che la petizione l’aveva anche firmata.
Proprio Tei, ieri, con un parere degli uffici comunali in mano, ha rilevato la necessità di cambiare il dispositivo della mozione, dal momento che la normativa che pone i limiti ai rumori è una legge nazionale. Dunque si tratta di unire le forze del Comune e della Regione per portare la questione in Parlamento.
Disponibile a modificare la mozione Stefania Laurenti, che ha comunque chiesto se non fosse il caso di avere un parere legale in merito all’interpretazione della norma.
Dai banchi dell’opposizione Cristina Citerni, capogruppo di Sel, ha attaccato chiedendo perché mai non si sia seguita la strada più semplice, per evitare un’operazione che ha definito «solo di facciata», interessando della questione il parlamentare del Pd eletto a Grosseto, cioè Luca Sani, perché presentasse una proposta di legge.
Per il capogruppo del M5s Giacomo Gori la mozione non solo sarebbe inutile, ma anche illusoria, perché farebbe credere alle persone di poter raggiungere un obiettivo che, in realtà, sarebbe irraggiungibile. Per Gori la normativa sui limiti ai rumori sarebbe immodificabile perché «ben fatta e fondata su evidenze scientifiche» che tengono conto del fatto che i rumori possono provocare patologie ormai riconosciute.
Per uscirne ci sarebbe una sola strada, che permetterebbe ai locali di fare musica, al loro interno, 24 ore su 24: un progetto complessivo, fatto dal Comune, per intercettare fondi europei finalizzati al risanamento acustico dei locali.
Resta, però, il problema del rumore all’esterno, e su questo Gori ha richiamato la responsabilità dell'amministrazione che negli anni ha rilasciato licenze senza preoccuparsi delle conseguenze.
In replica Laurenti ha respinto l’accusa di voler illudere la gente. «Non è un’illusione – ha detto – al di là dei risultati che si potranno ottenere, l’avere canalizzato in partecipazione politica la protesta di migliaia di cittadini».
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