Finanza
L’ex della prof tra i 68 testimoni
L’avvocato del fratello della Benetti incarica la criminologa Roberta Bruzzone
GROSSETO. La Procura ha depositato una lista testi composta da 68 nomi. La difesa e le parti civili si affidano invece ai consulenti di parte, ma non solo. Ce ne sono di cose da far emergere in aula nel processo sul giallo di Potassa. La vita di Antonino Bilella, il custode settantenne accusato di aver ucciso e fatto sparire il cadavere di Francesca Benetti, ma anche di averla perseguitata e di averla, almeno in un’occasione, palpeggiata, sarà passata ai raggi X. Così come quella della bella professoressa di Valdagno che aveva scelto la Maremma come buen retiro.
La difesa di Antonino Bilella si è affidata, per le consulenze tecniche, al professor Carlo Torre, luminare di scienze criminalistiche all’Università di Torino e Serena Inturri del dipartimento delle Scienze della Sanità Pubblica. Per l’avvocato Agron Xhanaj, che rappresenta il fratello di Francesca Benetti, Alessandro Albino Umberto, a Grosseto sfilerà in aula la criminologa Roberta Bruzzone, spesso ospite dei salotti televisivi che parlerà della ricostruzione delle circostanze nelle quali sarebbe maturato l’omicidio della donna. I figli di Francesca Benetti, invece, si sono rivolti all’avvocato Alessandro Risaliti che ha chiesto la costituzione di parte civile per Eleonora e Giulio Spataro. Ma nella lista testi indicata sia dalla procura di Grosseto che dagli avvocati della difesa di Antonino Bilella spunta anche il nome di un altro uomo, Igino Corasaniti, con il quale Francesca Benetti avrebbe avuto una relazione prima di fidanzarsi, a Follonica, con Aldo Scotto. I due si sarebbero conosciuti su un social network, Badoo, e si sarebbero poi incontrati personalmente dopo alcune chiacchierate via Internet. A lui verrà chiesto se conosceva e come sia Aldo Scotto che Antonino Bilella e come sono rimasti i rapporti tra lui e Francesca Benetti dopo l’interruzione della loro frequentazione.
Amiche, parenti, persone che sono state in contatto con la donna negli anni di permanenza in Maremma. Ma anche chi ha seguito dall’inizio tutte le indagini di questo caso che sembra ancora lontano dall’essere risolto.
Il cadavere dell’insegnante di Valdagno non è mai stato trovato nonostante le ricerche fatte anche con un robot e con l’utilizzazione di tre medium.
(f.g.)
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