Sicurezza
L’Archivio Gori si è aperto alla città tra passato e futuro
Affollata cerimonia inaugurale nella sede di via Porciatti Un patrimonio di foto a disposizione dei grossetani
GROSSETO. Ha aperto i battenti con una mostra dedicata alla Grosseto degli anni Cinquanta e del primo sviluppo urbanistico fuori dalle Mura la galleria dell’Archivio Foto Gori in via Porciatti 10. Decine e decine i grossetani intervenuti per il taglio del nastro e per fare un tuffo nel passato. A fare gli onori di casa uno degli eredi dei fratelli Gori, l’avvocato Giovanni Gori, che ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile il sogno di una sede espositiva per l’archivio.
«Ringrazio tanto l’assessore Giovanna Stellini – dice Giovanni – ma anche prima di lei Simone Ferretti che ugualmente si è speso per questo progetto e Loriano Valentini che da sindaco fece la sua parte per realizzare la grande mostra “Dai campi alle officine”. L’inaugurazione di questo spazio è solo il primo passo. Da domani facciamoci venire in mente altri progetti e li realizzeremo insieme». Anche l’assessore Stellini, presente insieme al vicesindaco Paolo Borghi e al presidente del consiglio comunale Paolo Lecci, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato che ha permesso di aprire le porte dell’archivio alla città. «L’Archivio Gori ha potuto beneficiare di alcuni fondi messi a disposizione dal Comune – ha detto l’assessore – perché ha presentato un progetto di qualità per uno spazio aperto ai giovani. Grazie dunque alla famiglia Gori per aver saputo immaginare la bellezza di conservare l’archivio a Grosseto e un po’ di merito anche al Comune per aver fatto la sua parte».
All’inaugurazione della galleria non poteva mancare la benedizione di don Franco, altra memoria storica della città, che ha voluto sottolineare l’importanza di «conservare i legami con il passato guardando al tempo stesso con speranza al futuro». Tante le istantanee di vita che la mostra propone, dall’inaugurazione del servizio urbano Cea in piazza della Vasca nel 1952 a una partita di calcio femminile in Campo Amiata (oggi piazza Caduti di Nassirya), dai panorami di Grosseto dalla torre del palazzo della Finanza a una via Manetti irriconoscibile, perché ancora della città che oggi conosciamo c’era ben poco.
La mostra “Borgo Tripoli e la prima Grosseto fuori le Mura” potrà essere visitata tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20 per tutto il periodo delle feste (in seguito l’orario potrebbe subire delle variazioni) e resterà aperta fino al 21 marzo. Chi vorrà partecipare al concorso social legato alla mostra potrà scegliere la foto che preferisce, scattarne una adesso nello stesso punto della città e postarla su Instagram con l’hashtag #borgotripoligrosseto e il riferimento @archiviofotogori. In palio premi speciali per i vincitori. L’inaugurazione della mostra è arrivata al termine di un pomeriggio di festa di quartiere messo su dall’associazione “Amici di piazza Tripoli” che ha festeggiato in piazza con tanta gente il concerto della Filarmonica Città di Grosseto, acceso l’illuminazione dell’albero di Natale e organizzato anche un originale “torneo di scacchi in vetrina” con la Polisportiva Grifone all’interno del negozio Bianchi Arredamenti.
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