La manifestazione
«Differenziata, avremo benefici?»
Barbagli (A/gente Comune) attacca la giunta di Romina Sani
CINIGIANO. «Cinigiano fa parte di quei comuni che beneficeranno della parte delle risorse destinate appunto ai comuni che hanno intrapreso azioni mirate in campo di progettualità finalizzata al raggiungimento dei risultati del riciclo e del recupero dei rifiuti? E se no, perché? Cosa intendono fare il sindaco e la giunta per adeguarsi agli indirizzi europei, statali e regionali per la raccolta differenziata?».
L’interrogazione arriva al sindaco Romina Sani dalla minoranza guidata da Giovanni Barbagli capogruppo della civica A/gente comune, dopo la notizia che la Regione Toscana ha stanziato un’ingente risorsa per favorire la raccolta differenziata nel suo territorio. «La giunta regionale ha adottato due delibere nella seduta del 9 dicembre - spiega Barbagli - con le quali vengono erogati finanziamenti per i comuni compresi appunto nell’Ato toscana sud con 828.000 euro suddivisi in base ai cittadini residenti nei comuni del suddetto Ato e finalizzati alla prosecuzione delle azioni mirate al riciclo e al recupero attraverso la raccolta differenziata e a quella porta a porta, 52.000 euro al Comune di Grosseto per aver sostenuto il disagio della discarica delle Strillaie e 900.000 euro per sostenere lo sforzo di Ato Toscana sud per la individuazione del gestore unico. Memori della risposta del sindaco Sani ad una nostra interrogazione avanzata in tempi non sospetti per fare chiarezza sul mancato avvio della raccolta differenziata e di quella porta a porta di Cinigiano ( “costa troppo” disse in consiglio comunale), abbiamo presentato una interrogazione - aggiunge Barbagli - per richiamare giunta e sindaco di Cinigiano alle proprie responsabilità e per chiedere un programma a breve medio e lungo periodo in materia di raccolta differenziata, porta a porta e eliminazione dei cassonetti» .
Ma vi potrebbe essere un problema, secondo Barbagli, perché non avendo Cinigiano avviato nessuna iniziativa in proposito, «può rischiare di non poter usufruire di queste risorse e quello che è più grave gli abitanti rischiano di non poter usufruire di una eventuale diminuzione della tariffa, restando così becchi e bastonati», chiude Barbagli. (f.b.)
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