«Sporco e degrado Frazioni da incubo»
Berardi (Oltre il polo) si scaglia contro la giunta Paffetti «Talamone e Fonteblanda in stato di completo abbandono»
TALAMONE. «Talamone e Fonteblanda, tante tasse e pochi sogni». A dirlo, Roberto Berardi, consigliere comunale fonteblandino di opposizione del gruppo consiliare Oltre il polo. Secondo il consigliere, infatti, quelli dei cittadini di Fonteblanda e Talamone non sarebbero sogni bensì incubi veri e propri.
A dimostrazione di quanto sostenuto da Berardi basta fare un giro in alcune strade, come la strada di Bengodi, via Raveggi, via del Frassimo e la strada della Puntata, per vedere lo stato di abbandono e di incuria in cui si trova la frazione di Fonteblanda.
«Impossibile – esordisce Berardi – non vedere lo stato disastroso di alcune strade, i cumuli di frasche abbandonate sul ciglio della strada, i giardini pubblici non più degni di questo nome e le scuole in attesa di lavori a lungo annunciati ma sempre rimandati di anno in anno».
La ciliegina sulla torta però sarebbe rappresentata dalla piazza dell’Uccellina, la piazza del paese, «completamente disastrata», dice il consigliere.
Molti, quindi – dice il fonteblandino – i «sogni infranti degli abitanti di Talamone e Fonteblanda che sognavano finalmente la pista ciclabile Talamone - Fonteblanda - Osa, i nuovi giardini pubblici, scuole degne di essere chiamate con tale nome e soprattutto la realizzazione delle Terme dell’Osa. Purtroppo tutto questo grazie a circa quattro anni di amministrazione dell’attuale giunta Paffetti si è trasformato in incubo e tutto quello di cui può vantarsi l’amministrazione è di aver sostituito alcuni materassini nella palestra».
Un attacco che pare rivolgersi direttamente all’assessore al patrimonio Walter Martellini che, anche se mai nominato, giorni fa al Tirreno aveva annunciato opere di riqualificazione proprio nei paesi di Fonteblanda e Talamone.
«Assistiamo – prosegue Berardi – solo ad aumenti vertiginosi di tasse locali, mancate risposte nei confronti dei problemi della cittadinanza, assenza totale di progetti esecutivi, a un settore della piccola edilizia completamente fermo con conseguente perdita di posti di lavoro, attività commerciali in difficoltà sull’orlo della chiusura».
E non saremmo a Talamone se non si parlasse del Fossino la cui funzionalità – dice il politico – «sarebbe stata compromessa con due anni di inattività passando da centocinquanta ormeggi a una quarantina con conseguenti gravi perdite economiche».
Una situazione definita da «bollettino di guerra – dice il consigliere – con sogni realizzabili quattro anni fa di cui c’erano anche progetti avviati» e di cui oggi – sostiene Berardi – «è rimasto zero».
«Tutto questo – conclude il consigliere con lo sguardo rivolto alle elezioni – non ci impedirà, fra poco più di un anno di far tornare Talamone e Fonteblanda al loro antico splendore».
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