Sicurezza
Quel galleggiante speciale per l’impresa di Fogar
GROSSETO. Cosa centra la crisi Eurovinil con l'anniversario del rientro di Fogar e del Surprise a Castiglione della Pescaia? Apparentemente poco o nulla. Ma un filo rosso che collega le due storie...
GROSSETO. Cosa centra la crisi Eurovinil con l'anniversario del rientro di Fogar e del Surprise a Castiglione della Pescaia? Apparentemente poco o nulla. Ma un filo rosso che collega le due storie - quella del marchio EG e le avventure di Ambrogio - esiste davvero. Lo ha srotolato per noi Raffaello Rossi, dipendente Eurovinil in pensione, una delle memorie storiche dell'azienda e della città.
Le sue parole trasudano emozione e raccontano di relazioni e passaggi sconosciuti ai più. Con un finale amaro.
«Ho letto in questi giorni - attacca Rossi - che a Castiglione è stata inaugurata una mostra dedicata al cittadino onorario Ambrogio Fogar. Nelle stesse ore, per caso, ho incontrato il Palmucci, vecchio amico grossetano di Fogar; infine scartabellando in casa mi sono ritrovato tra le mani "La Zattera" , il libro scritto da Fogar alla fine del 1978, con il racconto dei 74 giorni vissuti su una zattera in balìa del mare, in compagnia di Mauro Mancini. Questi tre input hanno spinto la mia memoria alla fine del 1978, quando Ambrogio Fogar fece visita all'Eurovinil, non ricordo se a seguito di un invito o per suo desiderio. Io in azienda mi occupavo di studio e progettazione e proprio in quel periodo stavamo mettendo a punto le prime zattere autogonfiabili realizzate col sistema innovativo di saldatura ad alta frequenza. Durante la visita, che durò una mezza giornata, Fogar ci raccontò le fasi del naufragio, la zattera in balia dell'oceano Atlantico nella più assoluta impotenza. Ci raccontò del salvataggio da parte della nave greca, della morte per sfinimento del suo amico e compagno di avventura Mauro Mancini, poi tirò fuori alcuni foglietti con degli schizzi a matita. Fu allora che comprendemmo il motivo della visita: Mancini che già conosceva indirettamente la nostra azienda, durante la permanenza sulla zattera, aveva parlato a Fogar dei nostri progetti per la costruzione di più moderne zattere di salvataggio».
«Insieme - prosegue Rossi - avevano elaborato mentalmente delle modifiche da apportare alle zattere al fine di aumentare le possibilità di sopravvivenza dei naufraghi. Alcune di quelle modifiche vennero sviluppate da Eurovinil e adottate in fase di progetto; altre, se pur utili, furono scartate a causa del costo di costruzione: non fu possibile dotare le zattere di un piccolo sistema a vela per ottenere un minimo di manovrabilità in mare. Un suggerimento che invece accogliemmo fu per la realizzazione di un dissalatore pieghevole e gonfiabile».
Ma Fogar il contatto con l'Eurovinil lo stabilì di nuovo cinque anni dopo, nel 1983, quando si apprestava a una nuova avventura: raggiungere il Polo Nord, a piedi, trainando una slitta, in compagnia del suo cane, Armaduk. «Ci chiese di allestire un galleggiante gonfiabile speciale - ricorda - Il galleggiante sarebbe dovuto servire per oltrepassare crepacci di ghiaccio. Lo preparammo velocemente e glielo consegnammo. L'avventura, purtroppo, non andò a buon fine ma tra noi rimase un feeling, ammirazione».
Gabriele Baldanzi
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