Il Tirreno

Grosseto

«L’impianto doveva essere alimentato a letame, non coi rifiuti»

Il 10 dicembre il circolo Sel di Campagnatico ha consegnato alla Provincia di Grosseto le osservazioni sull’impianto di recupero del letame e frazione umida dei rifiuti per la produzione di compost...

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Il 10 dicembre il circolo Sel di Campagnatico ha consegnato alla Provincia di Grosseto le osservazioni sull’impianto di recupero del letame e frazione umida dei rifiuti per la produzione di compost ed energia a Ontaneta, nel comune di Campagnatico. (Marcopolo engineering spa). Obiettivo: «Tutelare un territorio e un ambiente di grande valore che non deve essere messo a repentaglio da iniziative non attentamente pianificate», dice il circolo. Come noto Sel, molto favorevole all’uso di fonti rinnovabili per la produzione di energia, comprese le biomasse, era favorevole all’autorizzazione rilasciata dalla Provincia pochi anni fa proprio a Ontaneta a per la realizzazione di un impianto alimentato esclusivamente con il letame dell’adiacente allevamento di bovini. «La consideravamo e continuiamo a considerarla un’iniziativa virtuosa – specificano quelli di Sel – nel segno della filiera cortissima e dell’utilizzo di materiale che altrimenti andrebbe smaltito in altro modo. Quello che invece viene proposto oggi è uno stravolgimento di quell’idea in quanto, secondo la società proponente (Marcopolo engineering spa), l’impianto deve essere approvvigionato anche da rifiuti organici, tra l’altro provenienti da fuori provincia». Per questo Sel ha depositato osservazioni su 4 punti: la destinazione urbanistica, dove «si denota – dice Sel – un evidente contrasto in quanto l’impianto già autorizzato tratta solo il letame della vicinaaAzienda agricola ed è di fatto un’attività connessa all’agricoltura, mentre il nuovo progetto trattando anche la componente organica dei rifiuti si pone come impianto industriale con la conseguente necessità di una previsione urbanistica specifica». C’è poi la questione Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano, detto anche umido) da prendere in provincia di Viterbo e di Roma nord. C’è il dubbio che sia stato trattato in maniera superficiale e non supportata da dati concreti. Altra questione, l’impatto del traffico sulla viabilità locale: il nuovo progetto coinvolgerebbe un enorme flusso di mezzi al giorno. E per finire Sel i vincoli idrogeologico e paesaggistico che insistono nella zona dove è previsto il nuovo impianto. Quello è anche un sito di Interesse comunitario e il nuovo impianto comprometterebbe un luogo di elevato valore. (f.b.)

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