Il Tirreno

Grosseto

Il Mutuo soccorso adotta la scuola

di Alfredo Faetti
Il Mutuo soccorso adotta la scuola

La storica associazione si fa carico degli interventi per sistemare le elementari di Caldana

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CALDANA. Come tutte le altre, è nata a metà dell’Ottocento, in epoca carbonara, anche se è difficile fissare una data precisa. Di certo però c’è la sua missione, immutata: quella di riunire lo spirito e le forze di tutto il paese per far fronte ai problemi. Stiamo parlando della Società di Mutuo Soccorso di Caldana, piccolo borgo che si erge sulle colline gavorranesi, che oggi come ieri è pronta a far fronte alle questioni che riguardano tutta la comunità. Come i lavori che devono essere fatti nelle scuole elementari della frazione, dove ultimamente manca l’acqua calda.

Sarà l’associazione a farsi carico di questi interventi, in tutto e per tutto: non solo cioè pagando di tasca propria quanto necessario (circa duemila euro) ma realizzandoli con le proprie mani. Lo ha proposto il Mutuo Soccorso di sua spontanea volontà, senza che nessuno lo chiedesse. I rappresentanti si sono presentati in Comune a metà novembre con la loro proposta e all’amministrazione non è parso il vero di accettarla a braccia aperte.

Oggi come ieri, appunto. La Società caldanese (che oggi si è riformata sotto forma di associazione) è uno dei pochi Mutuo Soccorso ancora presenti in Toscana. Ha le sue radice ben conficcate nella storia del territorio, formatasi, come in ogni altra parte d’Italia, per sopperire alla mancanza di uno stato sociale che caratterizzava l’epoca. In parole povere: i cittadini si riunivano sotto questa forza, mettevano soldi e disponibilità in comune e con questi cercavano di rimediare a disagi, incidenti sul lavoro e quant’altro. E questo spirito di cooperazione non è andato (fortunatamente) perso. Lo dimostra l’ultima proposta, nata dalle lamentele dei genitori che denunciavano la carenza di acqua calda nelle scuole elementari del borgo. Così hanno fatto due conti, hanno stilato una bozza di progetto e sono andati a bussare all’ufficio del sindaco Elisabetta Iacomelli. In pratica, il pacchetto d’interventi nell’istituto prevede l’installazione di una valvola termostatica a valle della caldaia, l’allacciamento all’acqua calda, sostituzione lavabi, installazione di due gruppi valvole miscelatrici, rifacimento di circa 4 metri quadrati di rivestimento in piastrelle, lo smontaggio scaldabagni elettrici e allacciamento acqua calda bagni maschi e disabili. Un’offerta, come recitano gli atti amministrativi, «a titolo gratuito e spontaneo». Per questo il Comune è stato ben felice di accoglierla: «la prestazione è di pubblico interesse, in quanto tesa al miglioramento delle condizioni di fruibilità dei bagni dell'edificio scolastico». Se contiamo poi che i lavori sono necessari e che la loro stima si aggira attorno ai duemila euro, l’offerta può essere considerata soltanto un bel regalo per il mondo minerario. L’amministrazione però dovrà comunque metterci del suo. Non soldi, ma funzionari e attenzione. Infatti è stato incaricato il responsabile dei lavori pubblici e manutenzioni esterne di vigilare sull’operato dell’impresa (caldanese) incaricata dall’associazione, affinché i lavori seguano tutte le norme urbanistiche e di sicurezza in vigore.

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