La manifestazione
Il mistero delle case abusive requisite
Il Comune le acquisisce al suo patrimonio con una decisione del consiglio a porte chiuse: i cittadini non devono sapere
MONTE ARGENTARIO. Sindaco irridente verso il gruppo di minoranza; opposizione irriducibilmente abbarbicata al voto contrario su tutto; maggioranza muta che lascia alla giunta e al sindaco il compito di parlare, spiegare, illustrare i provvedimenti da prendere. Infine i misteri.
Rimane infatti avvolto dal mistero il nome di quel consigliere comunale che ha due prime case; e misteriosi rimangono i nomi dei proprietari e l’ubicazionedelle quattro abitazioni costruite abusivamente che sono finite nel patrimonio del Comune di Monte Argentario.
A proposito di quest’ultima vicenda il consiglio comunale si è addirittura riunito in seduta segreta: via il pubblico, via la stampa, via anche la forza pubblica. I consiglieri rimangono soli, tutti gli altri fuori dall’aula consiliare a riempire il corridoio e ad origliare quello che si dice dentro.
E quello che si percepisce dal di fuori è che la discussione sia tutt’altro che tranquilla. Alla fine si riaprono le porte. Che avete deciso? Viene chiesto ai consiglieri: «Abbiamo acquisito al patrimonio comunale quattro immobili costruiti abusivamente», dichiara per tutti il sindaco. Poi cala un muro di silenzio, che lascia non poche perplessità rispetto al concetto di trasparenza della pubblica amministrazione. Anche perché ci si chiede come l’amministrazione stessa potrà “nascondere” all’opinione pubblica il suo ingresso in quegli immobili. Prima o poi, insomma, di cosa si tratti dovrà necessariamente venir fuori ed è difficile capire le ragioni, oggi, di tanta riservatezza.
Ma tant’è. Il consiglio ha affrontato anche tante altre questioni. Per quanto riguarda il Golf, è stato adottato il piano attuativo per l’ampliamento del resort. Piano approvato in una riunione tenutasi a Firenze alla quale hanno partecipato l’amministrazione comunale di Monte Argentario, La Regione, la Provincia, la Soprintendenza, tutti entusiasti _ almeno così riferisce il sindaco _ di quanto previsto dal “piano” in fatto di costruzioni e realizzazioni di volumetrie.
Adottata anche la variante al regolamento urbanistico, variante che permetterà nell’ambito di Cala Galera, la realizzazione, nei pressi del fosso Boccadoro di una zona artigianale legata alla nautica da diporto. Nella zona, è prevista una struttura per l’ormeggio di 80 piccole imbarcazioni proprio nel fosso Boccadoro così come è stato realizzato nel canale di Santa Liberata.
Per quanto riguarda il Puad (Piano di utilizzazione aree demaniali) questo rimette in discussione le aree in concessione a ristoranti, bar, altri locali pubblici che non potranno avere una superficie demaniale in concessione maggiore di quella del locale interno e comunque non più di 100 metri quadrati e non più di 30 metri quadrati per i piccoli esercizi commerciali senza locali interni.
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