Sicurezza
«Paga o do a tua moglie il video hard»
Un grossetano di 33 anni finisce nella trappola di una giovane conosciuta in chat. E finisce per pagarle novemila euro
GROSSETO. Prima lo ha coinvolto in un gioco erotico ripreso con una web cam su una chat di incontri. Poi lo ha ricattato: «O mi paghi, o metto i filmati su You tube e lo dico a tua moglie». Lui le ha pagato quasi 9mila euro, finché alla fine non ha deciso di rivolgersi alla Polizia postale. Ed è scattata la denuncia per estorsione.
Nei guai è finita un ragazza di 22 anni di Pescara. La vittima, un grossetano di 33 anni, sposato, dipendente di una ditta. Tutto è iniziato un anno fa quando i due si sono conosciuti via Internet su una chat privata di incontri. All’inizio solo parole e scambio di foto, ma è bastato a far invaghire l’uomo della bella pescarese. Così, quando lei gli ha chiesto dei soldi perché diceva di essere in difficoltà, lui non c’ha pensato due volte e le ha inviato 400 euro sotto forma di ricarica della Poste Pay, la carta prepagata delle Poste.
Poi il rapporto è diventato più esplicito. Dalle parole i due sono passati alla web cam e lì sono iniziati i giochi erotici ripresi dalla telecamera. Solo che mentre il grossetano era tutto preso dalla sua virtuale evasione dalla routine matrimoniale, all'altro capo del terminale la ragazza si era già attrezzata per registrare le performance autoerotiche della sua “conquista” maremmana e aveva già pronto il suo piano. Che è scattato di lì a poco.
Figuarsi la sorpresa del malcapitato quando, entrato nella chat per il solito incontro “hot”, si è trovato di fronte alla vera natura della 22enne: quella di una ricattatrice.
«La donna – spiega l’ispettore superiore della polizia postale di Grosseto, Stefano Niccoli – ha cominciato a ricattarlo, dicendogli che o lo pagava, o avrebbe messo su You tube i filmati che lo riprendevano. Lo ha anche minacciato di dire alla moglie che lui le aveva già mandato 400 euro di sua spontanea volontà».
Il ricatto è andato avanti tre, quattro mesi. Le richieste arrivavano via chat, ma anche con telefonate. L’uomo, spaventato, ha finito per inviare alla sua aguzzina 9mila euro. Una cifra che non poteva non passare inosservata in famiglia.
E così alla fine il trentatreenne si è deciso a dire tutto alla moglie e a sporgere denuncia, facendosi accompagnare proprio dalla moglie alla polizia postale.
«In questo caso, trattandosi di una cosa avvenuta in Italia, non è stato difficile risalire alla donna – spiega ancora Niccoli – che comunque aveva dato il suo nome e cognome vero. Siamo potuti risalire a tutte le chat, ai pagamenti e anche alle telefonate». La donna, nullafacente ma che abita da sola, è stata denunciata alla Procura di Pescara per estorsione.
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