Gioco
Mezzo secolo di storia nelle foto Gori
Saabato 13 apre i battenti la galleria dell’archivio che custodisce la storia per immagini di Grosseto e della Maremma
GROSSETO. Il “cuore” dell’archivio custodisce oltre 100mila negativi che documentano mezzo secolo di storia di Grosseto e della Maremma ma da sabato 13 dicembre finalmente quell’archivio avrà anche uno spazio pubblico dove poter mettere in mostra i propri tesori e pronto a fare anche da vetrina alla passione e al talento dei giovani fotografi maremmani.
Si inaugura sabato 13 alle 17 in via Porciatti 10 la galleria fotografica dell’Archivio Foto Gori con l’apertura della prima mostra dal titolo “Borgo Tripoli e la prima Grosseto fuori le Mura” realizzata in collaborazione con il fotografo grossetano Carlo Bonazza.
La mostra è il racconto del primo sviluppo urbanistico di Grosseto fuori dalle Mura con la nascita negli anni Cinquanta dei primi sobborghi (allora extraurbani) come fu Borgo Tripoli, cresciuto intorno a piazza Tripoli.
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Tra i primi palazzi a vedere la luce c’è anche quello progettato dall’architetto Lorenzo Porciatti dove oggi ha sede l’archivio.
«In questo fondo c’era una falegnameria – spiega l’avvocato Giovanni Gori, figlio di Giuseppe, uno dei fratelli fotografi fondatori dello Studio fotografico Gori – L’abbiamo acquistato come Archivio Foto Gori e abbiamo potuto ristrutturarlo grazie al Comune».
L’archivio si è costituito infatti in associazione di promozione sociale nel 2008 e ha potuto così accedere ai fondi derivanti dall’accantonamento di una quota degli oneri di urbanizzazione da parte del Comune in favore delle associazioni religiose, sportive e culturali (i cosiddetti fondi dell’8 per cento). Quello spazio dopo i lavori è rinato e ora il sogno di Giovanni Gori, degli altri eredi e dell’associazione è di farne un centro espositivo permanente della fotografia, proseguendo nella proficua collaborazione finora portata avanti tra privato e pubblico. «Finora siamo riusciti nell’intento di mantenere l’archivio a Grosseto e di non disperdere questo immenso patrimonio – dice Giovanni – ma per il futuro vogliamo progettare uno spazio museale sulla fotografia a Grosseto dove conferire i beni conservati dall’archivio come apparecchi fotografici, materiali di camera oscura, cavalletti, luci e quant’altro. In questo modo la Maremma potrebbe candidarsi ad avere uno dei 4-5 centri museali della fotografia a livello nazionale».
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All’orizzonte c’è anche un evento espositivo diffuso sul territorio in collaborazione con il Museo archeologico, “Ritratti di Maremma: dall’archeologia alla fotografia”, e l’avvio della catalogazione di altri fondi fotografici storici privati che abbiano per oggetto la Maremma. La mostra “Borgo Tripoli e la prima Grosseto fuori le Mura” potrà essere visitata tutti i giorni nel periodo delle feste con orario 11-13 e 15-20 e resterà aperta fino al 21 marzo 2015.
L’ambizione è quella di farne una mostra social. «L’archivio si è arricchito di giovani leve come Michela Cardoso e Francesco Ciarapica – spiega Giovanni Gori – e contiamo molto sulla riuscita del concorso su Instagram (vedi box, ndc.) promuovendolo anche nelle scuole. Ci piacerebbe anche intervistare i visitatori della mostra per far raccontare loro le storie e i ricordi che le immagini fanno tornare alla luce».
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Le storie di ognuno, per provare a scrivere insieme la storia di una città. D’altronde, come sottolinea Matteo Baragli nella sua ricerca del 2009 curata per l’Isgrec “Professione fotografi. L’archivio dei fratelli Gori”, «l’Archivio Gori permette la ricostruzione di una storia di Grosseto e della Maremma della seconda metà del Novecento attraverso le immagini», rispondendo così a quel «diffuso bisogno di recupero delle radici nel proprio territorio»; una storia tanto più significativa in quanto prodotta da grossetani, quali erano i Gori, per grossetani, quali erano tutti i loro committenti».
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