Sicurezza
Rusli Bin, il timoniere che non capiva l'italiano
"Ottimo collaboratore, ma non sapeva portare i tender"
GROSSETO. Jacob Rusli Bin, timoniere di 51 anni, indonesiano di Giacarta, non capiva Francesco Schettino quando il comandante gli parlava in italiano. Il marinaio-timoniere che sbagliò l'esecuzione degli ordini impartiti (in inglese) in fase di avvicinamento all'isola del Giglio era imbarcato con Costa dal 24 settembre 2005. “Non capiva l'italiano – fa notare Schettino, sorridendo – però si era recato alla sua scialuppa, aveva capito senza che nessuno gli dicesse niente”.
"Ottimo collaboratore, sempre puntuale” si legge nella scheda Mistral redatta a consuntivo del primo imbarco e proiettata nell'aula del Teatro Moderno. Tre anni dopo, era il 12 luglio 2008, l'ufficiale Dimitri Christidis scrisse di lui che “non sa portare il tender ma sa stare al timone”. I tender sono cosa diversa da una nave come la Concordia, sottolinea a questo riguardo il comandante, si parla di manovre di un mezzo che si deve avvicinare alla costa con 80-90 persone a bordo. Capacità sui tender comunque poi appresa, visto nel 2011 gli veniva riconosciuta nelle note.
Nel 2009, il 20 giugno, l'ulteriore valutazione lo descrive come un “good worker”, un buon lavoratore. Gli impieghi di Rusli Bin si alternavano tra quelli di operaio e timoniere, tra able body e helmsman: quest'ultima definizione risale all'imbarco tra il 2009 e il 2010 sulla Costa Serena. Schettino risponde alle domande di Massimiliano Gabrielli, avvocato di parte civile, che gli chiede ragione di comportamenti analoghi in occasioni di inconvenienti paragonabili a quello della Concordia. Schettino parla allora di quanto avvenuto a Santo Domingo, quando l'Atlantica rimase in blackout appena uscito dal porto: “Diedi fondo alle ancore”. E quali comunicazioni all'autorità marittima? “Chiamai un rimorchiatore, non c'erano persone in pericolo”.
Schettino ribadisce di non aver nominato lui Rusli Bin timoniere e aggiunge che due settimane prima dell'incidente l'indonesiano era di guardia sul ponte.
Rusli Bin ha patteggiato la pena. Non si è presentato al processo nemmeno quando era stato finalmente rintracciato nel suo paese per essere citato come testimone, come avvenuto per altri co-imputati della fase iniziale del procedimento.
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