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Risarcimento alla ditta Toce per i lavori rallentati

Risarcimento alla ditta Toce per i lavori rallentati

GROSSETO. Anche un altro debito sarà saldato a breve dal Comune di Grosseto alla fine di un contenzioso di nove anni. E anche in questo caso si tratta di soldi che il Comune deve pagare per dei...

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GROSSETO. Anche un altro debito sarà saldato a breve dal Comune di Grosseto alla fine di un contenzioso di nove anni. E anche in questo caso si tratta di soldi che il Comune deve pagare per dei ritardi che riguardano le opere pubbliche.

In questo caso l’opera è la passeggiata a mare a Marina di Grosseto e l’anno in cui inizia tutta la storia è il 2000, sotto l’amministrazione Antichi.

Si tratta della liquidazione del danno che il Tribunale di Grosseto ha riconosciuto alla ditta Toce Domenico, nei confronti del Comune di Grosseto.

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila la Toce riceve l’incarico di realizzare la passeggiata di Marina.

La vicenda è nota: a metà anni Duemila la Toce si rivolge al giudice lamentando di aver dovuto interrompere più volte, negli anni, i lavori del secondo lotto della passeggiata a causa di fermi chiesti dal Comune, quando per approvare una variante, quando per fare una perizia, quando per non intralciare la stagione balneare. Fermi che, sostiene la ditta, hanno fatto lievitare i costi di realizzazione.

All’ente pubblico la ditta chiede per questo la cifra record di 1.883,75 milioni di euro di danni. Insomma, quasi 2 milioni di euro, comprensivi non solo di maggiori oneri, errori di calcolo e interessi, ma anche dell’intero ammontare di una causa intentata da una seconda ditta, la Costruzioni Bologna Vincenzo e figli, che aveva in subappalto parte dei lavori e che ha fatto causa alla Toce proprio per i tempi lunghi.

Il 1º agosto 2013 arriva la sentenza. Per il Comune è una vera manna dal cielo: dalla maxirichiesta di quasi 1,9 milioni di euro presentata dalla Toce, il giudice le riconosce un risarcimento di soli 62.906,69 euro.

Quello di oggi è l’ultimo capitolo della vicenda. A un anno distanza della sentenza, infatti, il Comune dà il via libera alla liquidazione del risarcimento.

Solo che all’iniziale importo di poco meno di 63mila euro, ne deve aggiungere altri 7mila: un po’ per l’iva (533,13 euro), un po’ per le spese delle consulenze (5.287,31 euro), un po’ per onorari e cassa (513,86 euro) e un po’ per gli interessi maturati in questo anno e quattro mesi (1.218,63 euro). In tutto, 7.555,93 euro, per un totale di 70.459,62 euro.

Briciole, certo, rispetto ai quasi 2 milioni di euro che per anni hanno pesato sulle casse comunali in attesa della sentenza. Ma pur sempre una bella sommetta che, di nuovo, i cittadini oggi si vedono togliere dalle risorse comunali per lungaggini che forse si potevano evitare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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