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ALBERESE

Rifiuti sotterrati, denunce e sequestro

Il terreno dove sono stati interrati i rifiuti
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Il terreno dove sono stati interrati i rifiuti

Finiscono nei guai due persone che avevano in affitto un appezzamento di terra, ordinate anche la rimozione e il ripristino

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ALBERESE. In un terreno recintato - con un fabbricato ancora da completare - lungo la strada provinciale 59 di Alberese, alle porte del Parco regionale della Maremma, sono stati interrati nel recente passato rifiuti di diverse tipologie. L'area adesso è sottoposta a sequestro penale, le indagini sono svolte e coordinate dalla stazione dei carabinieri di Alberese, d'intesa con il dipartimento provinciale dell'Arpat. Alla Procura della Repubblica di Grosseto è stato aperto un fascicolo.

A monte della vicenda, per la quale risultano avvisate due persone, una bega familiare, che in paese, a Rispescia e ad Alberese, fa parlare da tempo. E' stata la stessa proprietaria dell'appezzamento a denunciare il misfatto, una volta tornata in possesso dei suoi beni. Li aveva infatti affittati a un familiare poi diventato ex. La donna avrebbe così scoperto che buona parte dei materiali accumulati negli anni in quel fazzoletto di terra (in parte connessi con l'attività agricola) erano stati sepolti sotto terra. Ovviamente a sua insaputa. Alcuni saggi del terreno hanno svelato l'arcano: in punti diversi sono ri-emerse bombole del gas, pneumatici, plastica e altri materiali ferrosi e non. E' scattata così una dettagliata denuncia con sequestro dell'area da bonificare.

Nelle prossime settimane l'Arpat completerà gli scavi procedendo alla catalogazione dei rifiuti e all'attribuzione del relativo codice Cer. Al momento, infatti, gli inquirenti ritengono che sia stata riportata alla luce solo una minima parte del materiale sotterrato. La procedura di legge prevede di stabilire la natura di questi rifiuti, poi le operazioni necessarie per la loro rimozione e infine la destinazione e lo smaltimento presso impianti autorizzati. Un'operazione nel complesso estremamente costosa.

Per quanto concerne gli aspetti che si legano alla bonifica si stanno occupando del caso anche le istituzioni: l'amministrazione comunale di Grosseto, il settore Ambiente della Provincia e il dipartimento di prevenzione dell'Asl 9 (l'unità funzionale di Igiene e sanità pubblica).

Due giorni fa - proprio a seguito della segnalazione dei carabinieri di Alberese - è stata redatta in municipio un'ordinanza dirigenziale di avvio del procedimento, che poterà a una ulteriore ricerca di materiale occultato e al ripristino dell'area. Nessuna competenza, invece, per l'Ente Parco, trattandosi di una zona contigua all'area protetta.

La legge - lo ricordiamo - vieta ovunque l'abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti e conseguentemente prescrive l'obbligo per il soggetto responsabile di procedere alla loro rimozione e smaltimento e al ripristino dello stato dei luoghi. A risponderne in questo caso non sarà la proprietaria ma i titolari dei diritti di godimento sull'area, ai quali questa violazione viene imputata a titolo di colpa in base ai primi accertamenti effettuati.

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