Il Tirreno

Grosseto

Rientra in Italia la salma di Verreschi

Rientra in Italia la salma di Verreschi

Oggi l’arrivo a Roma, domani probabilmente i funerali a Grosseto dell’insegnante morto in un incendio ad Asmara

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GROSSETO. La salma di Andrea Verreschi, il professore di lettere e amante della poesia, della musica e delle tradizioni popolari, arriverà in Italia oggi attorno all’ora di pranzo. Il feretro, la moglie Nevia e le due figlie, accompagnate da un amico, sono partiti nella nottata di ieri da Asmara, in Eritrea, dove è accaduta la tragedia in cui ha perso la vita l’amatissimo professore grossetano.

Ancora non sono state definiti con certezza i tempi del funerale e le modalità del rientro a Grosseto, tanta è stata la portata di un incidente e la disperazione per la morte del congiunto, che gli stessi familiari preferiscono decidere volta per volta le tappe che riporteranno Andrea nella sua Grosseto. Non è stato deciso, al momento, ad esempio, se la salma sosterà a Roma giovedì oppure se sarà subito trasferita nella città maremmana Certo è che, se non ci saranno inconvenienti, i funerali saranno celebrati domani (venerdì12) nel primo pomeriggio, forse attorno alle 15, nel cimitero di Grosseto.

Intanto gli amici che lo avevano visto partire per andare in Eritrea dove Andrea avrebbe insegnato in una scuola media di Asmara a ragazzi per lo più eritrei, sono sconvolti e si tengono in comunicazione fra di loro per scambiarsi le notizie che volta per volta arrivano dalla moglie Nevia.

Il professor Andrea è morto per le conseguenze subite a causa di un incendio che si è sviluppato nella sua casa per un cortocircuito. Da qui l’incendio, le fiamme, il fumo, da cui Andrea, sebbene ci avesse provato, non è riuscito ad uscire indenne.

Una persona speciale, Andrea, che gli amici dell’Archivio delle tradizioni popolari e gli appasisonati di musica, conoscevano col nomignolo di “Altrove”, un nome simbolo della sua voglia di viaggi, di esplorazioni, di avventure, che lo avevano portato in Francia e in Africa come insegnante. Un musicista , cantante e cantautore di grande talento, con una creatività e una vena inesauribile che spaziava dalla chitarra, alla composizione di canti e canzoncine che mandava a memoria, preferendo non mettere nulla per scritto. Irrequieto, sensibilissimo e “filosofo”, è sempre stato alla ricerca di se stesso mentre girovagava in terre lontane, come i tanti amici a cui può essere accostato per la passione comune per la musica che li legava: i cultori grossetani di tradizioni popolari, a cominciare da Roberto Ferretti, o Morbello Vergari a cui era legato da affetto e stima. Anime inquiete e cantori di un mondo cercato e irraggiungibile oggi. Restano, di lui, scritti su carta, solo 7-8 testi, custoditi quasi religiosamente in un piccolo depliant dagli amici più cari. Per tutti è vivissimo i il suo ricordo, gli amici, gli allievi e i tanti che lo hanno conosciuto e che adesso lo attendono addolorati per dargli l’ultimo saluto.

Fiora Bonelli

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