Proteste
Polizze auto, carrozzieri in rivolta
È scontro fra una ventina di artigiani e l’asse Cna-Concama per gli accordi con le compagnie
GROSSETO. Carrozzieri, prosegue lo scontro interno alla categoria. Dopo l’infuocata riunione andata in scena la settimana scorsa alla Cna, continua il giro d’accuse. Ventitré “dissidenti” non vogliono sentir storie: gli accordi tra il consorzio di carrozzieri Concama e la Unipol è un danno. E le associazioni di categoria non dovrebbero sostenerlo. Inoltre, il ruolo di Nevio Bernardini, allo stesso tempo presidente del Concama e al vertice del ramo sindacale dei carrozzieri Cna, per loro è incompatibile: «deve andarsene».
A ribattere punto su punto alla difesa del direttore Cna, Renzo Alessandri e dal presidente Concama, Nevio Bernardini, è Marco Rossi. Titolare di una carrozzeria a Grosseto, Rossi è uno dei personaggi simbolo della rivolta. «A fronte di pochi euro di sconto sull’assicurazione auto – spiega – c’è chi è costretto ad andare a una carrozzeria, anziché un’altra. Ma così perde la possibilità di rivolgersi dal carrozziere di fiducia». Rossi replica alle parole del direttore Cna che aveva rivendicato la bontà del lavoro svolto nell’interesse di tutti i carrozzieri e ricordato – con una battuta – come il dissenso fosse limitato a pochi iscritti su tremila. «Non può mescolare le categorie artigiane, guardiamo quanti sono i soli carrozzieri». Inoltre, per Rossi, le condizioni strappate dal Concama all’Unipol sono tutt’altro che vantaggiose. «Quel che dice Alessandri sono sue supposizioni. Il Concama ha fatto trattative con la Unipol e lui, nella sua veste di direttore Cna, avrebbe dovuto tutelarci. Invece ci ha messo in difficoltà dando il proprio assenso e facendo da spalla al Concama. In questo modo ha sminuito la categoria dei carrozzieri». Ma c’è dell’altro: Rossi assicura che no, il gruppo dei dissidenti non si farà smontare dallo scorrere del tempo. «Ci stiamo organizzando e probabilmente ci presenteremo alle future elezioni interne all’associazione».
Un clima che per alcuni ha il sapore della scalata a Cna. Una battaglia per la sopravvivenza delle officine, invece, secondo Rossi, che torna a picchiare duro sulla posizione di Nevio Bernardini: «Non abbiamo avuto ancora risposte riguardo la nostra richiesta di passare la sua posizione al vaglio del collegio dei garanti. Ci aspettiamo che qualcuno valuti il suo doppio ruolo». Ma dalla Cna hanno ribadito più volte che la tutela dei titolari di carrozzerie è legata all’approvazione del disegno di legge presentato a Roma. Un impegno che l’associazione sta portando avanti assieme alle altre realtà artigiane. Eppure, per i dissidenti non basta. «Più che la legge – sbotta Rossi – il problema in Maremma è l’operato del Concama. Consorzio che ha stretto accordi con compagnie non seguendo il criterio che ne aveva suggerito la nascita. Un modo di fare che non ha portato vantaggi alle carrozzerie della provincia. Si lamentano per non essere stati invitati alla riunione della scorsa settimana? Il consorzio mette in campo politiche ostili all’interesse dei carrozzieri, normale non fosse invitato». Infine, Bernardini ricordava come anche alcuni “dissidenti” avessero in tasca accordi con compagnie assicurative. «Ma sono poca roba e non vincolano i clienti. Quello del Concama – precisa Rossi – comprende molte compagnie e muove una mole di lavoro enorme a discapito di tutti gli altri».
Qual è la soluzione al caos? «Il Concama rinunci al contratto con Unipol e Nevio Bernardini si dimetta da presidente di categoria Cna», chiude Rossi.
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