Sicurezza
La Procura indaga sulle elezioni, acquisiti documenti
Carabinieri in Comune, sotto la lente il voto alle comunali Il sindaco Stella: «Normale attività in seguito a un esposto»
SCARLINO. La notizia ha fatto presto a circolare, sia a Scarlino che nelle frazioni. Solo che le informazioni sono poche e ancora non è chiaro come tutto sia partito. «Si tratta di una normale attività di verifica sugli atti amministrativi a seguito di un esposto, penso a riguardo degli uffici comunali» dice sereno il sindaco Marcello Stella. Lui non si scompone più di tanto di fronte alla visita delle forza dell’ordine, che su mandato della Procura di Grosseto hanno fatto copie di diversi documenti nei giorni scorsi.
In ballo ancora quei ventuno voti di scarto che lo hanno portato a indossare la fascia tricolore, quella distanza marginale che non ha mai convinto la sua sfidante alle elezioni, la deputata di Forza Italia Monica Faenzi. «Tutto si è svolto in un clima di assoluta collaborazione con i due graduati dei carabinieri» continua il primo cittadino a proposito del blitz delle forze dell’ordine. Del resto, visite da parte delle forze dell’ordine i Comuni ne ricevano diverse quando c’è un’indagine, che l’ente sia coinvolto o meno. Sarà dunque per questo che l’amministrazione fa trasparire una marcata tranquillità su questo blitz; oppure sarà perché sulla questione si è già espresso il Tar della Toscana un paio di mesi fa, quando con formula piena (ossia entrando sia nel metodo sia nel merito) ha rigettato il ricorso presentato dal gruppo il Coraggio di Cambiare, guidato appunto da Monica Faenzi. Rigettato perché «infondato», secondo il tribunale amministrativo, che sancì definitivamente (almeno fino ad oggi) la legittimità della vittoria di Marcello Stella, seppur avvenuta con il mino scarto di ventun voti rispetto all’avversaria forzista.
In quell’occasione, a firmare il ricorso era stata l’associazione “Caccia, Pesca, Natura”, un movimento in seno alla lista Coraggio di Cambiare. Chi invece abbia presentato l’esposto adesso nessuno lo sa in Comune a Scarlino. Di certo c’è che l’inchiesta della Procura di Grosseto, che al momento non vede nessun iscritto al registro degli indagati, è partita poco dopo la tornata elettorale di maggio, al massimo un mese dopo. Un lavoro che gli inquirenti hanno portato avanti sotto banco, senza far troppo rumore, almeno fino alla fine di novembre, quando è arrivato il primo atto formale con la copia di alcuni atti presi, a quanto sembra, dagli uffici elettorali, forse per capire se nei registri dei seggi (contestati anche nel ricorso al Tar) si nasconde qualche irregolarità. Intanto, la vittoria di Stella torna per la seconda volta sotto l’occhio della magistratura.
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