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"Ci mangiano la nave, Ferrarini torni a testimoniare"

Alfredo Faetti
L'avvocato Fabio Targa (foto Bf)
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L'avvocato Fabio Targa (foto Bf)

L'avvocato di parte civile Fabio Targa presenta la richiesta al Tribunale: troppe contraddizioni

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GROSSETO. Prima della pausa pranzo Fabio Targa, avvocato di parte civile per Giustizia per la Concordia, presenta un’istanza. «Chiediamo che Roberto Ferrarini venga di nuovo ascoltato in quest’aula» spiega. Non è una richiesta da poco, anche per l’iter che dovrebbe seguire il processo al Moderno. Ma l’avvocato padovano lo ritiene un passaggio fondamentale, anche alla luce di quanto è emerso durante la mattinata. «Ci sono troppe contraddizioni – dice Targa – Chiediamo al tribunale di dare seguito alla nostra richiesta». Il riferimento è a due frasi note alle cronache di questo processo, anche se ancora non è chiaro chi le abbia pronunciate tra Ferrarini, capo unità di crisi Costa Crociere, e l’imputato Francesco Schettino. Uno dice che l’ha pronunciate l’altro e viceversa. La prima frase è «ci mangiano la nave», arrivata poco dopo l’impatto quando l’ex comandante è in plancia al telefono con il dirigente Costa. «Non sono parole mie» ha detto Schettino durante la sua deposizione. «L’imputato le attribuisce a Ferrarini – spiega Targa – che in questo caso avrebbe forzato il comandante a ritardare l’allarme». Al contrario, il capo dell’unità di crisi ha sempre detto che quella frase era di Schettino.

Stesso discorso riguardo la comunicazione di un presunto black out, data dopo lo scontro con Le Scole sia ai passeggeri che alle autorità marittime. Ferrarini, a riguardo, ha spiegato che fu Schettino a proporre questa soluzione, concordandola poi insieme. L’ex comandante, invece, ha rovesciato la frittata, attribuendo la paternità dell’idea al dirigente. «Ci sono troppe contraddizioni e sono troppo rilevanti» riprende Targa, che su queste basi ha presentato la sua istanza. «Chiediamo che i due protagonisti tornino a dare la loro versione in aula, in modo da fare chiarezza».

Se la richiesta dovesse essere accolta dal tribunale, è possibile che Ferrarini finisca di nuovo sul banco dei testimoni alla fine dell’istruttoria, ma comunque prima della requisitoria. 

 

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