Il Tirreno

Grosseto

Sorpreso in casa dal fuoco muore Andrea Verreschi

di Fiora Bonelli
Sorpreso in casa dal fuoco muore Andrea Verreschi

Insegnante e cantautore, da un anno si era trasferito in Eritrea con la famiglia L’incendio ad Asmara causato da un cortocircuito. Venerdì i funerali a Grosseto

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GROSSETO. Tragedia in Eritrea per una famiglia di Grosseto e per tutta la comunità grossetana. È morto ad Asmara, dove si era trasferito dal dicembre 2013, Andrea Verreschi, professore di lettere grossetano, che con la moglie Nevia Grazzini e le due figlie aveva deciso di trasferirsi nel Corno d’Africa e svolgere lì il suo lavoro di docente.

Un grave incidente, successo domenica sera intorno alle 19 ora locale, ha strappato il professore sessantenne all’affetto di familiari e amici. Nella casa dei Verreschi si è verificato un cortocircuito che ha fatto scoppiare un incendio. Andrea era solo; moglie e figlie si trovavano fuori. Sorpreso dal fumo e dalle fiamme, il professore avrebbe provato a mettersi in salvo ma ormai avvelenato dal monossido di carbonio non ce l’ha fatta.

La notizia all’inizio è circolata solo fra i familiari e gli amici intimi. La scuola italiana di Asmara, dove Verreschi insegnava agli alunni – per lo più eritrei – delle medie, lunedì è rimasta chiusa per lutto. La direttrice dei servizi generali, Leonarda Rondino, contatta dal Tirreno, racconta di un insegnante mite e benvoluto dai ragazzi.

«Aveva un ottimo rapporto con loro – dice Rondino – la sua morte è terribile. Lo abbiamo comunicato agli alunni e oggi (ieri, ndr) qui ad Asmara sarà celebrata una messa in sua memoria, a cui parteciperanno anche i colleghi e gli studenti, oltre alla moglie e alle figlie. Sbrigate le pratiche burocratiche, la salma tornerà in Italia accompagnata dalla famiglia e da un insegnante della scuola».

In Italia gli amici e i tantissimi che lo conoscevano bene, non sanno darsi pace. Verreschi era conosciuto col nome d’arte di “Altrove”. Oltre a essere insegnante di lettere in molte scuole di Grosseto, tra cui la Pascoli, e della provincia, era anche poeta, cantore e cantautore. E quel nomignolo era emblematico della sua continua voglia di esplorare il mondo e se stesso. Irrequieto, sensibilissimo e “filosofo”, faceva parte del gruppo dei cultori grossetani di tradizioni popolari, quelle più genuine, da Roberto Ferretti, anch’ egli morto tragicamente fuori dall’Italia, a Petra, e come lui dotato di quel calore che lasciava sempre trasparire vocazione poetica e inquietudine per la distruzione di un mondo popolare originale e non più possibile, a Morbello Vergari di cui era stato caro amico, a Corrado Barontini, che così lo ricorda: «L’ho conosciuto giovanissimo e in qualche serata con Morbello recitava a mente le sue poesie. Non ha mai fissato nulla su carta, nonostante io lo incitassi a farlo. Ha scritto canzoni, partecipato a serate. Il suo cavallo di battaglia, una canzone notissima nell’ambiente delle tradizioni popolari, “Finirono le fave al locco”, dove l’unica fava sopravvissuta, alla fine, diventa il simbolo del mondo che verrà. Con la sua testardaggine a non scrivere nulla, modificava continuamente le cose, le poesie, le musiche. I suoi testi erano davvero belli. A volte per un giudizio li faceva sentire a Morbello e poi si esibiva».

Verreschi era un tipo irrequieto, brillante. Così lo ricorda anche Mario Papalini: «Sensibilissimo, giramondo, aveva insegnato anche in Francia, con la voglia di scoprire mondi nuovi e se stesso. Musicista, aveva anche rivisitato molti stornelli della tradizione e ogni volta ci aggiungeva del suo, con un desiderio di andare oltre, andare altrove». E Barontini aggiunge: «Era stato anche allievo, per alcune lezioni, di Mogol, a dimostrazione che voleva dispiegare tutte le possibilità del suo estro musicale e di compositore di testi».

Di ciò che ha composto nel suo itinerario artistico non resta che un depliant, un pieghevole con 7-8 testi: «È tutto quel che ho potuto ottenere da lui – prosegue Barontini – e non c’è nemmeno la trascrizione musicale. “Tanto non serve a nulla, la musica la so”, mi disse Andrea. Peccato che ora tutto il materiale da lui prodotto rischia di scomparire».

Verreschi lascia l’anziana madre che abita a Grosseto, il fratello Piero e la sua famiglia, la moglie Nevia e le due figlie, una adolescente e una ancora bambina. Il feretro arriverà a Grosseto domani; venerdì i funerali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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