Il Tirreno

Grosseto

Sagre ok, ora la crociata è contro i circoli

di Alfredo Faetti

Ascom chiede al Comune di Gavorrano di ridurre di un giorno la durata delle manifestazioni e di fare più controlli

3 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. È un buon inizio, ma si può far meglio. Così le associazioni di categoria sul regolamento delle sagre emesso da un paio di settimane dal consiglio comunale di Gavorrano. Un giudizio positivo ma con riserva, visto che alla fine non colpisce in toto la concorrenza sleale dei ristoratori, che non si limita soltanto alle manifestazioni senza regole, secondo Ascom e Fipe (che mettono subito in chiaro di non aver nulla contro l’associazionismo, anzi), ma anche ai circoli dei piccoli centri sparsi sia nel territorio gavorranese sia in quello scarlinese. «Anche loro devono pagare le stesse tariffe della Tasi» dicono in buona sostanza le associazioni. Sull’argomento era già intervenuta anche la Confesercenti, esattamente sulla stessa linea. Il regolamento è un primo passo, ma occorre andare oltre. Le novità inserite dal documento appena passato in Comune limita i giorni per organizzare le sagre a sessantotto (fino a oggi erano novanta), impone la promozione di prodotti di qualità e suddivide il territorio comunale in due, così che le kermesse non vadano a influire contemporaneamente sulle stesse zone. «È un buon inizio – dice il direttore Ascom Grosseto Paolo Coti - Ma è anche vero che, di fronte a una situazione così difficile per le nostre imprese, si deve e si può fare di meglio». Ad esempio, intervenendo su quella che la Confcommercio chiama «la ristorazione parallela», per cui chiede la riduzione dei giorni permessi. «Chiediamo che la durata massima di ciascun evento – continua Danilo Ceccarelli, presidente provinciale Fipe (Federazione Pubblici Esercizi) - sia portata da otto a sette giorni, così da evitare il coinvolgimento di due fine settimana». C’è poi un’altra questione su cui Ascom si sofferma. E non è una cosa da poco, dato che rappresenta l’incubo di chiunque gestisca un ristorante o un bar: la Tari, visto che in ambito comunale le associazioni ed i circoli pagano 1,84 euro al metro quadrato, rispetto ad un ristorante che paga ben 15,79 euro al metro quadrato. «Chiediamo che anche alle associazioni, sempre relativamente all’attività di somministrazione - continuano da Ascom Grosseto - venga applicata una tariffa giornaliera in base al numero di giorni e alla superficie effettivamente occupata nello svolgimento di questa specifica attività. Una richiesta più che lecita, sulla quale vorremmo un impegno preciso da parte dell’amministrazione, e che estenderemo a tutti i comuni della provincia». Ma le associazioni tirano fuori anche un altro capitolo, finora ai margini del dibattito su sagre e ristoranti. Si tratta dei circoli, una galassia presenta nel territorio sia di Gavorrano che di Scarlino. «Tutto in regola fintanto che si parla di ristorazione ai soci - precisa Coli - Ma sappiamo perfettamente che in molti di questi circoli può mangiare chiunque si presenti, tessera o non tessera, e questo si chiama concorrenza sleale. Anche in questo caso la Tari deve essere rimodulata sulla base del principio del “chi più inquina più paga”, così da consentire una più equa redistribuzione del costo generale del servizio. Inoltre torniamo a chiedere alle amministrazioni comunali della provincia, ancora una volta, di verificare e monitorare la corretta attività dei circoli del territorio e di avere il coraggio di intervenire laddove tale correttezza viene bypassata».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa