Il Tirreno

Grosseto

«Quella carica di autoironia nei suoi versi»

GROSSETO. L’emozione suscitata dalla morte di Andrea Verreschi è grande in tutti gli amici. Pier Giorgio Zotti e Paolo Nardini con Corrado Barontini e Aldo Bonazza dell’Archivio delle Tradizioni...

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GROSSETO. L’emozione suscitata dalla morte di Andrea Verreschi è grande in tutti gli amici. Pier Giorgio Zotti e Paolo Nardini con Corrado Barontini e Aldo Bonazza dell’Archivio delle Tradizioni popolari, amici da anni di Nevia Grazzini, moglie di Andrea – anche lei studiosa appassionata di tradizioni popolari – sono costernati. I ricordi si accavallano stretti fra un passato remoto, quello dell’infanzia e giovinezza, e il passato recente che ha portato i Verreschi e le figlie in Francia prima e in Africa dopo.

Pier Giorgio Zotti dice di esserci cresciuto insieme: «Non sono in grado di parlare dei suoi canti e della sua poesia. So solo che scompare un amico, una persona di valore, coraggiosa e di passioni profonde, che aveva fatto dell’avventura e del viaggio una scelta di vita». Paolo Nardini, sebbene più giovane di Andrea, sottolinea di averlo incontrato grazie al suo legame con Nevia, che fece da tramite della conoscenza e delle frequentazioni: «Era molto impegnato nello studio e nella critica letteraria – ricorda Nardini – e impegnato anche sul piano politico. La prima volta lo incontrai a Radio Brigante Tiburzi. Io ero un ragazzo e lui già studente universitario. Erano gli anni ’70, eravamo impegnati e pieni di speranze e di voglia di cambiare il mondo, di scoprirlo. Poi andò a lavorare fuori e una volta rientrato ci incontravamo con più frequenza all’Archivio delle tradizioni popolari. Spesso lui faceva l’ultimo ripasso di ciò che pubblicavamo ed era prezioso e rigoroso. L’ho sentito anche suonare e recitare poesie, con una carica ironica e autoironica che non si scorda. Quando mi disse che sarebbe andato a insegnare in Eritrea, ci restai male. La Francia, dove già aveva insegnato è, in fin dei conti, a un passo da noi. Ma l’Africa è un’altra cosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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