Il Tirreno

Grosseto

L’INCOERENZA DEL PD SULL’AMIATA

di SERGIO BOVICELLI

di SERGIO BOVICELLI Il Pd amiatino dice di non volere altre centrali ad alta entalpia dopo Bagnore 4: e perché mai? Se la logica è sostenere lo sviluppo delle fonti alternative per produrre energia,...

3 MINUTI DI LETTURA





di SERGIO BOVICELLI

Il Pd amiatino dice di non volere altre centrali ad alta entalpia dopo Bagnore 4: e perché mai? Se la logica è sostenere lo sviluppo delle fonti alternative per produrre energia, secondo l’indirizzo regionale, perché fermarsi qui? Se né l’acqua né l’aria, e tantomeno la salute della gente, risentono degli effetti prodotti da questo tipo di sfruttamento, dal momento che ormai il territorio è ampiamente compromesso da quanto già stato realizzato, non si capisce il motivo di lasciare le cose a metà.

Certo, l’Amiata è l’Amiata, mica possiamo barattarla con quel paesaggio da cartolina che sono le fiorenti pendici argillose verso Monticello, dove qualche bontempone ha pensato di localizzare una centrale da 5 (cinque) Mw, senza emissioni in atmosfera ma con un significativo impatto sulle economie basate sulle produzioni agricole di qualità.

L’Amiata è tutt’altra, misera cosa: è vero, c’è qualche Sito di interesse comunitario, qualche Sito di interesse regionale, qualche Area protetta, ma è robetta, tanto che il governatore Rossi ha decretato che Bagnore 4 (40 Mw) potesse esservi costruita addirittura dentro. C’è anche il bacino di acqua potabile più importante della Toscana meridionale, ma gli uffici regionali hanno affermato che gli studi «sembrano far propendere» per la sua separazione dal bacino geotermico.

L’Amiata e le sue magre risorse insieme ai suoi abitanti possono essere ben sacrificati sull’altare di qualche Mw di energia «pulita e rinnovabile», per dimostrare che la Toscana è in prima linea nello sviluppo di fonti alternative.

Possibile che il Pd non riesca a cogliere l’enormità della contraddizione in cui si è impantanato: dopo aver detto sì e difeso la scelta dello sviluppo geotermico imposta dall’Enel con le centrali flash, alza le barricate contro gli impianti binari con potenza fino a 5 Mw, pagliuzze se confrontate con quelle travi. A poco valgono le giustificazioni di carattere economico: se non ci fossero state le «compensazioni ambientali» e non si fosse instaurato questo rapporto privilegiato con il monopolista energetico, finanziatore degli investimenti regionali sulle rinnovabili a spese dei cittadini, non si sarebbe avuta la svolta che ha ribaltato la linea che agli inizi degli anni 2000 vedeva tutti gli enti locali e gli esponenti politici di quel partito arroccati a difesa dell’ambiente amiatino contro la geotermia.

Ma c’è di più: in questi tempi di crisi in cui gli impianti esistenti produrrebbero, se usati a pieno, più del doppio dell’energia richiesta, basterebbe chiuderne qualcuno a carbone o a petrolio per far aumentare la quota di energia da “rinnovabili” e. raggiungere i parametri che si è imposto il governo regionale. Il Pd è alla guida di quasi tutti i comuni dell’Amiata grossetana, di quella senese, amministra le due Unioni dei Comuni, oltre alle Province di Siena e Grosseto e la Regione... ma sembra aver perduto quella visione strategica e integrata dello sviluppo economico e sociale degna di un vero partito di governo.

*Rifondazione comunista

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa