Il Tirreno

Grosseto

Carrozzerie e polizze «Decisioni in autonomia»

di Maurizio Bernardini
Carrozzerie e polizze «Decisioni in autonomia»

Il presidente Nevio Bernardini (Concama) replica alle accuse dei consorziati «Abbiamo il diritto di sottoscrivere accordi che riteniamo vantaggiosi»

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GROSSETO. Botte da orbi (figurate, s’intende) tra carrozzieri. Alle critiche mosse qualche giorno fa durante un’accesa riunione ci pensa Nevio Bernardini, presidente del Concama, consorzio che riunisce 18 titolari di carrozzerie.

Tutto nasce in seguito alla spaccatura interna: da un lato gli iscritti al Concama, dall’altro una ventina di colleghi che accusano il consorzio di non tutelare la categoria da quello che è vissuto come un “assalto” delle compagnie assicurative.

In molti hanno chiesto che la posizione di Bernardini (allo stesso tempo presidente del consorzio e al vertice del sindacato dei carrozzieri interno alla Cna) fosse valutata dal collegio dei garanti dell’associazione. Una staffilata da cui Bernardini non ha potuto difendersi da subito: all’incontro non era stato invitato.

«La volontà dei presenti? Eludere il confronto, escludere dalla discussione una parte delle carrozzerie della provincia». Bernardini riguardo gli accordi con le assicurazioni tiene la barra dritta e ricorda che le carrozzerie interne al Concama (consorzio associato sia Cna che Confartigianato) hanno strappato, nel pieno rispetto dei principi consortili e dei valori associativi, condizioni «assolutamente vantaggiose».

Un lavoro, assicura il presidente, portato avanti per tutelare gli interessi degli associati al consorzio e garantire la massima attenzione verso il cliente. «Ciò che ci sembra più assurdo è che la discussione si sia sviluppata senza che i presenti potessero avere elementi di valutazione sufficienti per giudicare l’operato del Concama. La nostra esclusione dalla riunione non ha consentito alcuna replica».

Tra le accuse, più o meno velate, mosse al Concama era emersa pure quella d’essere nato con la “benedizione” delle associazioni. Ma per Bernardini non c’è nulla di tutto questo, ma solo «una precisa volontà degli aderenti. Di conseguenza, mentre ci sentiamo liberi di prendere le nostre decisioni in completa autonomia, ci riserviamo il diritto di sottoscrivere accordi che giudichiamo essere vantaggiosi per il consorzio. Proprio come hanno fatto le carrozzerie che non sono all’interno del Consorzio».

Molti dei presenti alla riunione della bufera – accusa, sibillino, Bernardini – hanno «stretto accordi con una o più compagnie assicurative senza che, nei loro confronti, sia stata dichiarata nessuna guerra. Le loro aziende, peraltro, continuano a essere, giustamente tutelate dalle rispettive associazioni di categoria. A questo punto ci chiediamo se questa manovra, oltre al tentativo di limitare la nostra competitività sul mercato, non nasconda anche qualcos’altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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