Sicurezza
«Non volevo offendere i parenti della donna»
Durante la celebrazione il prete aveva letto un passo delle Beatitudini del Vangelo di Matteo
BRACCAGNI. Ha 89 anni, don Luigi Corsi e da quattro ha lasciato la parrocchia di Braccagni per raggiunti limiti di età. Ma di passare per uno che dall’altare si mettesse ad ingiuriare i fedeli proprio non ne ha voglia. «Cosa vuole che le dica? - spiega - ho soltanto letto il Vangelo e ho provato a spiegarlo. Urtare la suscettibilità di qualcuno attraverso le parole di Gesù è una cosa normale. Succede durante tutte le omelie».
Don Luigi ricorda bene quel funerale, quelle parole pronunciate dall’altare per raccontare la sofferenza di quella donna che si era separata qualche tempo prima e che aveva dovuto affrontare da sola il calvario della malattia. «Ho letto un passo delle Beatitudini - ricorda - e durante l’omelia ho pronunciato quelle parole. Non volevo certo offendere né l’ex marito e nemmeno i figli e i parenti della defunta, ma mi sono limitato a interpretare le parole del Vangelo, come si fa sempre durante la messa».
Tutto quindi è cominciato con quel «Beati gli afflitti perché saranno consolati» che si legge nel Vangelo secondo Matteo. La defunta non era una parrocchiana di don Luigi ma i suoi parenti avevano chiesto che il funerale si celebrasse a Braccagni. «Non la conoscevo personalmente e non aveva mai parlato della sua situazione con me. Ma in paese lo sapevano tutti e i miei parrocchiani mi avevano raccontato la sua sofferenza, la sua battaglia per la vita nonostante la solitudine e la malattia. Per questo ho dato quella lettura alle Beatitudini, per sottolineare la forza che quella donna aveva avuto negli ultimi momenti della sua vita». È una spiegazione semplice, lineare, da uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla chiesa. «Mi è dispiaciuto quando ho ricevuto la querela - dice - perché non era certo mia intenzione offendere i parenti della donna».
Francesca Gori
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